La parabola politica del movimento guidato dal generale Roberto Vannacci non accenna a frenare. Anzi, da due mesi a questa parte, Futuro Nazionale non arretra mai, registrando una crescita praticamente costante.
A certificarlo sono i numeri: prendendo come campione i sondaggi settimanali dell’istituto Swg, il trend è inequivocabile. Se il 27 aprile Futuro Nazionale si attestava al 3,6%, nella rilevazione di fine giugno il partito ha raggiunto il 5,3%. Una scalata di quasi due punti percentuali in una manciata di settimane, che proietta la neonata formazione politica (costituitasi ufficialmente a Roma durante l’Assemblea del 13 e 14 giugno) in una posizione di peso nel panorama della destra italiana.
La scalata in Calabria e il “caso” San Giovanni in Fiore
Questa crescita nazionale trova un riflesso immediato e vigoroso sul territorio, in particolare in Calabria, dove il partito sta registrando sia un forte radicamento popolare sia un’importante campagna di acquisti politici. Il segnale più evidente della penetrazione di Futuro Nazionale nei palazzi della politica calabrese è l’ingresso nel partito del deputato della Lega, Domenico Furgiuele, una mossa che sposta gli equilibri del centrodestra locale.
Parallelamente, a livello locale, si assiste a una vera e propria espansione geometrica. Nella Sila, e in particolare a San Giovanni in Fiore, la comunità legata al generale Vannacci diventa ogni giorno più grande. Al momento, oltre ai due comitati di Indipendenza (il partito di Gianni Alemanno) che già da qualche mese sono convogliati nella nuova creatura politica, sono nati altri due comitati territoriali. Le richieste di adesione e tesseramento sono in continuo aumento.
L’esodo da Fratelli d’Italia: “La gente vuole certezze”
A spiegare le dinamiche di questa crescita sul territorio è Antonio Lopez, già segretario provinciale di Indipendenza e oggi tra i motori della crescita di Futuro Nazionale nell’area silana:
“Nelle ultime elezioni comunali svolte a San Giovanni in Fiore non era presente nessuna lista di Fratelli d’Italia. Si sta verificando un vero e proprio esodo di gente di Destra, che lascia il partito della Meloni per orientarsi verso il partito dei sovranisti italiani. La gente ha bisogno di certezze, per questo sceglie Futuro Nazionale”.
Il quadro che emerge, dunque, è quello di un travaso di consensi che si muove su un doppio binario: da un lato attira la base delusa o rimasta orfana di rappresentanza locale da parte di Fratelli d’Italia, dall’altro intercetta parlamentari in uscita dalla Lega. Con i sondaggi che continuano a sorridere e una struttura territoriale che si espande rapidamente da Roma alla Calabria, il movimento del generale Vannacci si candida a diventare un attore sempre meno “outsider” e sempre più centrale nella galassia della destra italiana.



