Il dibattito sul futuro dell’assetto ospedaliero del capoluogo calabrese si accende con l’intervento del consigliere comunale Antonello Talerico. Al centro della discussione vi è la scelta tra la concentrazione dei servizi in un’unica struttura e il mantenimento dei due poli attuali. Talerico contesta apertamente la tesi secondo cui la questione sia legata solo a fattori economici o immobiliari, definendola una lettura comoda e falsa che riduce la tutela dei malati a una politica spicciola di bottega.
La proposta dei due presìdi distinti
La posizione espressa dal consigliere comunale prevede il mantenimento e il potenziamento di entrambe le strutture esistenti, considerate non come duplicati ma come realtà complementari. Il Policlinico di Germaneto viene individuato come la sede naturale per l’università, la ricerca e la formazione, mentre il presidio del Pugliese viene difeso come la clinica storica che sostiene la sanità pubblica e accoglie pazienti da tutta la regione.
Secondo Talerico, comprimere queste due identità in un solo sito rappresenterebbe un errore di programmazione dannoso per il territorio. La proposta avanzata prevede per il Pugliese una rigenerazione strutturale basata sui parcheggi multipiano, la concentrazione dei servizi ambulatoriali nell’area del Mater Domini e un nuovo corpo di fabbrica leggero. Il piano include anche interventi sulla viabilità, con un collegamento stradale stimato in sette minuti tra il Policlinico e il Pugliese. L’assetto per le emergenze prevede un pronto soccorso di secondo livello al Pugliese e uno di primo livello a Germaneto.
Sicurezza territoriale e specificità cliniche
La scelta di mantenere due accessi distinti per l’emergenza viene motivata anche con ragioni di sicurezza e logistica, legate all’orografia e alla rete viaria locale. La concentrazione in un’unica cittadella sanitaria comporterebbe il rischio di blocchi totali del servizio in caso di alluvioni o incidenti stradali sull’unica via di accesso. Talerico sottolinea che i modelli astratti e gli studi esterni, pur nel rispetto del Politecnico di Milano, non possono sostituire la conoscenza diretta delle criticità del territorio.
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda lo spostamento dei reparti e lo sradicamento dell’oncologia dal Ciaccio. Viene evidenziato come i malati oncologici necessitino di un contesto già organizzato attorno alle loro esigenze per le visite e i controlli correlati alla patologia. A supporto della tesi dei due presìdi, viene citato il caso di Reggio Calabria, dove il nuovo ospedale metropolitano nasce come ampliamento accanto all’esistente Morelli, valorizzando le strutture già presenti.
Critiche alla politica locale e appello ai partiti
L’intervento si conclude con una dura analisi dello scenario politico cittadino, accusato di debolezza e di aver ridotto il capoluogo di regione a un ruolo marginale rispetto a Reggio Calabria e Cosenza. Talerico esprime apprezzamento per la posizione assunta da Fratelli d’Italia e dal sottosegretario Wanda Ferro, che hanno escluso la possibilità che una Casa della Comunità o una RSA possano sostituire il Pugliese. Al contempo, viene formulata una richiesta di chiarimento ufficiale rivolta alla Lega, a Forza Italia e al sindaco Nicola Fiorita.
«Su una decisione destinata a pesare per il futuro della sanità calabrese (non solo catanzarese) il silenzio non è prudenza: è abdicazione. E io non ho alcuna intenzione di abdicare, lo dico al mio partito e lo dico alla politica catanzarese, che anche in questa occasione ha dimostrato tutta la sua debolezza e carenza di autorevolezza, che ha relegato il capoluogo di Regione ad una mera comparsata lasciando ad altri il ruolo di protagonisti della politica regionale.»
L’obiettivo dichiarato è impedire che il presidio storico del Pugliese venga ridotto a un contenitore vuoto, invitando le altre forze politiche a uscire dall’ambiguità.



