Il ritorno del nibbio reale sui massicci dell’Aspromonte compie un altro passo decisivo. L’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha recentemente ospitato la delegazione della Commissione Europea per una verifica sul campo del progetto “Life Milvus”, l’iniziativa cofinanziata dall’Unione Europea per ricostruire una popolazione stabile di questo straordinario rapace in Calabria. A guidare il monitoraggio sono stati Simona Bacchereti, referente dell’agenzia Cinea della Commissione Europea, e Alberto Cozzi, esperto del consorzio Elmen Eeig.
Durante la visita, i due tecnici hanno preso parte in prima persona alle delicate fasi di inanellamento e installazione di trasmettitori GPS e VHF su tredici giovani nibbi. Dodici di questi esemplari provengono da nidi selvatici situati in Svizzera e in Corsica, prelevati grazie alla collaborazione di ornitologi locali, mentre uno è nato nel Centro recupero animali selvatici di San Giuliano, in provincia di Matera. Il giorno successivo, tutti i giovani rapaci sono stati liberati nel Parco, segnando il quarto anno consecutivo di rilasci dall’avvio del programma. Le operazioni scientifiche sono state gestite dagli ornitologi delle associazioni StOrCal e CERM, con il supporto logistico della Cooperativa Tutela dell’Aspromonte e la partecipazione di un funzionario della Regione Calabria.
I sopralluoghi dei monitor europei hanno toccato i punti nevralgici del territorio in cui si concentrano le misure di salvaguardia della specie. Nelle aree rurali, la delegazione ha verificato l’efficacia delle rampe anti-annegamento installate in ben ottantuno vasche di irrigazione. Questi scivoli consentono ai rapaci e ad altri animali di mettersi in salvo qualora cadano all’interno dei bacini nel tentativo di abbeverarsi quando il livello dell’acqua è basso. Il percorso è proseguito nell’area individuata per la futura stazione di alimentazione supplementare, una struttura che sosterrà sia la popolazione residente di nibbi sia i flussi di rapaci migratori in transito verso la Sicilia.
Un altro fronte cruciale ha riguardato la sicurezza delle linee elettriche. Insieme ai tecnici di E-Distribuzione, i monitor hanno ispezionato i quasi trecento sostegni a media tensione che sono stati isolati per scongiurare il pericolo di folgorazione per i volatili di medio-grande impatto alare. La missione si è conclusa nel borgo di Bova con la visita al centro didattico dedicato al nibbio reale, dove i sindaci di Bova e Roghudi hanno accolto i delegati insieme allo staff di progetto guidato da Luca Pelle. Al termine delle ispezioni sul territorio, una sessione tecnica ha permesso di fare il punto sulle próximas tappe per garantire che questo maestoso veleggiatore torni a popolare in modo definitivo l’orizzonte dell’Aspromonte.



