Le spettacolari spiagge della Costa degli Dei, perla del turismo calabrese, finiscono al centro di una dura battaglia legale. Un gruppo di genitori di bambini e bambine con disabilità della provincia di Vibo Valentia, stanco delle promesse inevase, ha deciso di passare alle vie di fatto. Affiancate dall’Associazione Luca Coscioni, le famiglie hanno inviato una diffida formale a nove Comuni del litorale vibonese, chiedendo interventi immediati e non più differibili per garantire l’accesso al mare a chiunque.
Il fronte legale contro i Comuni costieri
L’atto è stato notificato formalmente ai sindaci di Vibo Valentia, Briatico, Joppolo, Nicotera, Parghelia, Pizzo Calabro, Ricadi, Tropea e Zambrone. La mobilitazione punta a scuotere le amministrazioni locali rispetto a una carenza che si trascina da anni. L’atto, predisposto dagli avvocati Maria Teresa Prestanicola e Alessandro Gerardi dell’Associazione Luca Coscioni, è stato trasmesso lo scorso 9 luglio, per conoscenza, anche al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e all’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, per investire del problema i massimi vertici regionali.
Spiagge pubbliche inaccessibili e senza servizi minimi
Le accuse contenute nel documento sono circostanziate e fotografano una realtà drammatica per centinaia di cittadini e turisti. Secondo quanto evidenziato nella diffida, infatti, numerosi tratti di litorale pubblico risultano privi dei requisiti minimi necessari a consentire alle persone con disabilità motoria di accedere al mare in condizioni di sicurezza e autonomia. Le barriere architettoniche e la carenza di ausili rendono la balneazione un miraggio.
Le carenze strutturali riscontrate riguardano i servizi più elementari per la dignità delle persone. Tra le principali criticità segnalate dai legali e dalle famiglie figurano l’assenza di rampe e passerelle idonee fino alla battigia, la totale carenza di sedie Job per l’ingresso assistito in acqua, oltre alla mancanza di servizi igienici accessibili, di adeguata segnaletica e di informazioni trasparenti sui pochi servizi disponibili.
L’ultimatum delle famiglie: quindici giorni per agire
La tolleranza zero da parte dei firmatari si traduce in tempi strettissimi imposti alle amministrazioni comunali coinvolte. Le famiglie chiedono ai nove Comuni di adottare, entro 15 giorni dal ricevimento dell’atto, tutte le misure necessarie per rendere accessibili le aree demaniali destinate alla balneazione. Non si accetteranno ulteriori rinvii, considerando che la stagione estiva è già nel suo pieno svolgimento.
Oltre alla messa a norma delle spiagge, l’azione legale pretende la massima trasparenza sulla gestione del territorio. Entro 10 giorni le amministrazioni dovranno inoltre comunicare per iscritto gli interventi già realizzati, quelli programmati e i relativi cronoprogrammi. La determinazione dei genitori è netta: in assenza di riscontri o di interventi concreti i firmatari hanno annunciato l’intenzione di rivolgersi alle autorità competenti per vie giudiziarie.



