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Università: Unical prima in Italia, la Mediterranea conquista il terzo posto

Il sistema universitario calabrese vive una stagione di storico splendore, imponendosi con forza ai vertici delle classifiche nazionali e ridisegnando la geografia del merito accademico in Italia. La nuova edizione della prestigiosa classifica Censis delle Università italiane per l’anno accademico 2026/2027 fotografa un successo straordinario per la regione, guidata dallo spettacolare primato dell’Università della Calabria (Unical), che si conferma prima in assoluto nel Paese, e dalla travolgente ascesa dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, ormai punto di riferimento irrinunciabile per i giovani del territorio e non solo.

Il primato indiscutibile dell’Unical e il riscatto del Sud

In questa vera e propria età dell’oro per l’accademia calabrese, il ruolo di capofila spetta all’Unical, che consolida la sua posizione di regina degli atenei italiani. L’ateneo di Rende si impone al primo posto assoluto nella sua categoria, confermando una leadership costruita sulla qualità della ricerca scientifica, sull’efficienza dei servizi e su un campus moderno e inclusivo. Questo straordinario primato dimostra come la Calabria sia oggi in grado di offrire standard formativi e standard di vita studentesca superiori a quelli dei più blasonati atenei del Centro-Nord, offrendo una risposta concreta alla migrazione universitaria.

L’exploit della Mediterranea di Reggio Calabria: un balzo verso il podio

Accanto al trionfo dell’Unical si colloca lo straordinario exploit dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, guidata dal Rettore Giuseppe Zimbalatti. L’ateneo reggino ha compiuto una scalata entusiasmante nella classifica generale degli atenei statali fino a 10 mila iscritti, passando in un solo anno dal sesto al terzo posto nazionale.

Questo balzo in avanti è stato trainato da indicatori d’eccellenza assoluta, a partire dal primo posto in Italia per le borse di studio erogate, dove l’ateneo ha ottenuto il punteggio massimo di 110 punti. La Mediterranea brilla anche sul fronte delle infrastrutture, conquistando la seconda posizione nazionale per le strutture con un punteggio di 102, e registra significativi progressi nei parametri relativi all’occupabilità dei laureati, ai servizi e all’internazionalizzazione.

La soddisfazione del Rettore Zimbalatti e gli investimenti per il futuro

I vertici dell’ateneo reggino accolgono questi dati come il coronamento di una precisa strategia di crescita inclusiva e sociale.

“Siamo particolarmente soddisfatti perché questi dati rappresentano il cuore del nostro impegno istituzionale, ovvero rafforzare il ruolo dell’istruzione universitaria come strumento di crescita culturale e di ascensore sociale in un territorio complesso come il nostro”, dichiara il Rettore Giuseppe Zimbalatti.

Il Rettore sottolinea come l’ateneo abbia garantito il diritto allo studio a tutti gli aventi diritto, erogando nell’ultimo anno accademico ben 2190 borse di studio su circa 5700 iscritti, una copertura che supera il 35% dell’intera popolazione studentesca. Parallelamente, la Mediterranea sta portando avanti importanti investimenti edilizi, come il recupero del complesso dei Monfortani, destinato a ospitare nuovi posti letto, aree di socializzazione e impianti sportivi per favorire lo spirito di comunità.

Secondo Zimbalatti, in una fase storica complessa, questi risultati rappresentano un punto di partenza fondamentale per elevare la competitività del sistema calabrese, offrendo ai giovani una formazione all’avanguardia e un titolo fortemente spendibile sul mercato del lavoro, affinché possano scegliere di restare e far crescere la propria terra.