Il giallo brillante che colora i pendii della Sila torna a essere il simbolo di una comunità in cammino. A Bocchigliero, la piazza centrale ha ripreso a pulsare di vita, trasformandosi nel fulcro di un riscatto collettivo che guarda al futuro. L’obiettivo comune non è la semplice nostalgia del passato, ma la creazione di nuove prospettive concrete partendo da una risorsa storica e naturale del territorio.
Un successo straordinario di pubblico e di idee
La prima storica edizione dell’evento ha registrato un’affluenza eccezionale, richiamando nel borgo una folla entusiasta di residenti, visitatori curiosi e appassionati del settore. È stata una giornata straordinaria che ha saputo fondere armoniosamente cultura, laboratori pratici e antiche tradizioni. Un plauso speciale va alla Pro Loco locale che, con grande lungimiranza, sta portando avanti un prezioso lavoro di valorizzazione, riuscendo a ridare linfa e centralità a un’attività produttiva così significativa per l’economia e la storia dell’intera area silana.
L’iniziativa, supportata anche dall’ARSAC, ha evitato la rigidità delle celebrazioni formali per proporre un dinamico connubio di divulgazione scientifica, artigianato tipico e gastronomia locale, dimostrando sul campo come l’arbusto silano sia una vera e propria risorsa strategica.
Dal gioco alla maestria artigianale nelle strade
Le vie del borgo si sono animate grazie a laboratori a cielo aperto che hanno catturato l’attenzione di grandi e piccoli. I bambini hanno vissuto un momento di meraviglia venendo incoronati con intrecci floreali creati sul momento dai volontari. Accanto a loro, l’antico e meticoloso processo di lavorazione manuale della fibra ha incantato i presenti. I mazzetti di pianta, trattati secondo i rituali tradizionali tramandati dalle donne del paese, hanno svelato la propria preziosa anima tessile attraverso la dimostrazione del maestro Pasquale Filippelli, che ha illustrato la suggestiva e faticosa fase della battitura, trasformando la memoria storica in un’esperienza reale e condivisa.
Un confronto costruttivo per lo sviluppo locale
Il dibattito pubblico sul legame profondo tra la pianta e la comunità ha rappresentato il momento centrale del festival. Durante una tavola rotonda di due ore, esperti di vari settori hanno dialogato attivamente per tracciare una strategia di valorizzazione comune. Al confronto hanno preso parte il botanico Carmine Lupia, Rosaria Tornello, Fabio De Santis e Rocco Filippelli, affiancati dalle voci del territorio rappresentate dall’assessora Giusy Santoro, dal consigliere Domenico Aggazio e dalla vicepresidente della Pro Loco Grazia Blaconà.
La manifestazione ha lanciato un segnale chiaro: i saperi di un tempo non appartengono esclusivamente ai musei, ma costituiscono la materia prima su cui edificare l’economia e l’identità del domani.



