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Calabria infuocata da record: picchi di 43 gradi e notti tropicali, ma c’è la data della svolta

L’ondata di caldo subtropicale che sta attraversando l’Italia ha raggiunto la sua fase più acuta in Calabria. La giornata odierna segna il picco dell’evento meteorologico, con termometri che nelle aree interne del versante ionico sono destinati a superare la soglia dei 42 o 43 gradi. Le previsioni indicano la persistenza di questo scenario estremo fino all’inizio della prossima settimana, in attesa di un drastico mutamento delle condizioni atmosferiche atteso tra martedì sera e mercoledì, quando l’afflusso di aria più fresca determinerà un crollo termico compreso tra i 10 e i 15 gradi.

Notti tropicali e l’effetto favonico sul versante ionico

La fase culminante dell’ondata di calore è stata preceduta da una notte caratterizzata da temperature minime eccezionalmente elevate. In diverse località i valori registrati durante le ore notturne sono rimasti simili a quelli diurni: a Platì si è toccata una minima di 34,5 gradi, mentre Catanzaro ha sfiorato i 30 gradi, con una situazione analoga riscontrata in molte aree collinari e costiere.

La causa principale di questo fenomeno risiede nella poderosa massa d’aria subtropicale alimentata da correnti occidentali e sud-occidentali. Scavalcando l’Appennino calabrese, i venti hanno subito un ulteriore riscaldamento per compressione adiabatica durante la discesa verso il versante ionico, attivando il cosiddetto effetto favonico (foehn o Garbino). Questo flusso d’aria rovente ha di fatto impedito il normale raffreddamento del suolo e la ventilazione notturna, mantenendo il clima infuocato anche nei centri urbani solitamente più freschi.

Le aree a rischio e le temperature nei capoluoghi

Le ore pomeridiane presentano le condizioni più critiche, in particolare nelle grandi vallate interne e lungo la fascia ionica, dove la combinazione tra la massa calda in quota e i venti di caduta stimola l’ascesa dei termometri. Le zone maggiormente esposte a picchi fino a 43 gradi includono il Marchesato crotonese con il suo entroterra, la Locride, l’area grecanica reggina, la Piana di Sibari, l’intero cosentino ionico, la Valle del Crati, il Soveratese e la Costa degli Aranci.

Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, Catanzaro, Crotone e Cosenza corrono il rischio concreto di sfiorare o superare la soglia dei 40 gradi. Sul versante tirrenico si registrano temperature massime mediamente inferiori, ma il disagio fisico risulta ugualmente elevato a causa degli alti tassi di umidità relativa che accentuano la sensazione di afa.

L’inversione termica in montagna e i cieli sahariani

In un contesto climatico dominato da temperature estreme, alcune aree montane dell’entroterra si distinguono come oasi di relativo ristoro. Le conche dell’altopiano silano e alcune specifiche vallate del Reventino e delle Serre Vibonesi sono riuscite a beneficiare del fenomeno dell’inversione termica durante la notte, facendo segnare scarti termici fino a 25 gradi rispetto alle aree colpite dai venti di caduta. Al contrario, sulle vette più elevate della Sila il termometro non è sceso sotto i 20 gradi, a testimonianza della notevole portata dello strato caldo in quota.

L’azione della vasta struttura anticiclonica africana si manifesta anche attraverso la presenza di ingenti quantità di pulviscolo desertico sospeso nell’atmosfera. Da venerdì i cieli della regione si presentano lattiginosi e con una visibilità ridotta a causa delle polveri sahariane presenti negli strati medio-bassi, un fattore che contribuisce ad aumentare la percezione di oppressione termica.

La tendenza meteo e la rinfrescata da mercoledì

La giornata di domenica manterrà connotati prettamente estivi e temperature molto elevate, specialmente sul settore ionico, pur mostrando una lieve e temporanea flessione nei valori massimi rispetto a quelli odierni. Un nuovo e vigoroso richiamo caldo è previsto tra le giornate di lunedì e martedì, configurandosi come l’ultimo atto di questa configurazione stabile.

La svolta meteorologica è confermata a partire dalla serata di martedì, con l’avanguardia di una massa d’aria decisamente più fresca. Da mercoledì il cambio di circolazione diventerà pienamente operativo, determinando un abbassamento termico radicale stimato tra i 10 e i 15 gradi in gran parte del territorio regionale. Questo travaso di aria fresca riporterà i valori termici persino al di sotto delle medie stagionali, ponendo fine a una delle fasi più calde e prolungate dell’intera stagione estiva.

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