La matrice dolosa torna a colpire con forza il patrimonio naturale calabrese, innescando un ennesimo disastro ambientale. Un incendio appiccato poco prima del tramonto ha preso rapidamente vigore, riuscendo a scavalcare perfino l’arteria stradale dell’A2 del Mediterraneo e spingendosi verso le vette del parco.
Dalla zona del Petraro fino alle vette principali
Il fronte del fuoco avrebbe avuto origine nella zona del Petraro, punto d’accesso diretto all’area protetta. Nel giro di pochissimo tempo, le fiamme si sono propagate risalendo i pendii verso Monte Monzone, Cozzo del Pellegrino, il passo del Vascello e la Serra Dolcedorme. L’avanzata del rogo ha distrutto diversi polmoni verdi nel territorio comunale di Castrovillari, portando la distruzione a ridosso delle aree montane più elevate.
L’intervento dei soccorsi e il blocco dei mezzi aerei
Per contenere l’emergenza sono scese in campo le squadre dei Vigili del Fuoco, gli operatori di Calabria Verde, la Polstrada e il personale Anas per la gestione del traffico veicolare lungo l’autostrada. Il sopraggiungere della notte ha tuttavia reso impossibile l’impiego dei mezzi aerei canadair ed elicotteri, riducendo drasticamente il raggio d’azione delle operazioni, condotte a terra al buio e in condizioni di estrema difficoltà.
Una pressione incendiaria ininterrotta da giorni
L’episodio si inserisce in un quadro di grave e continua emergenza per l’intero comprensorio. La macchina antincendio è operativa senza sosta dall’inizio della settimana precedente, periodo in cui il caldo intenso e le forti raffiche di vento hanno ostacolato il dominio di un altro vasto rogo nel vicino comune di Morano, dove sono andati bruciati oltre 100 ettari di vegetazione.



