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Incendi in Calabria, Scutellà (M5S): «Tra propaganda e teorie del complotto, la gestione Occhiuto è un fallimento».

In queste ultime settimane di luglio la regione si trova nuovamente a fare i conti con la piaga degli incendi, tornando al centro dell’attenzione nazionale per l’estensione del patrimonio boschivo colpito dalle fiamme. Le criticità si stanno registrando in diverse zone del territorio, dal Pollino a Cassano Ionio, fino ad Acri, alla Sila Greca, al Lametino e al Vibonese, arrivando in alcuni casi a lambire la rete viaria principale.

Sulla situazione è intervenuta la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, Elisa Scutellà, muovendo forti critiche alle politiche adottate dalla giunta guidata da Roberto Occhiuto.

«Abbiamo assistito alla solita narrazione fatta di reel e annunci roboanti, a fronte di un nulla straordinario nei fatti. Flotte aeree, mezzi terrestri e piattaforme descritti come panacea di ogni male, ma è ora di chiedere conto dei numeri: quali risultati ha prodotto questa strategia in termini sanzionatori e di deterrenza? Quante sanzioni o denunce sono scaturite?»

Le polemiche sulle tecnologie e le ricostruzioni politiche

Il dibattito si concentra sull’efficacia dei mezzi messi in campo per il monitoraggio e il contrasto degli incendi. Secondo la rappresentante pentastellata, la tecnologia impiegata non può sostituire la programmazione.

«La tecnologia è uno strumento, non un alibi e Occhiuto dovrebbe realizzare che il “dispiegamento di forze” messo in atto si sta rivelando un clamoroso fallimento gestionale: i roghi continuano a devastare la nostra terra e mai vengono individuati gli autori.»

L’esponente del M5S ha poi puntato l’attenzione sulle dichiarazioni emerse di recente nel dibattito pubblico riguardanti possibili azioni dolose mirate.

«A rendere il quadro ancora più sconcertante è un post diffuso da Fratelli d’Italia che, di fronte a un’emergenza devastante, sceglie di spostare la narrazione dalle evidenti criticità di gestione e prevenzione a una fantasiosa teoria del complotto. Evocare improbabili atti ostili o presunti “sabotaggi” ai danni delle amministrazioni di centrodestra pur di non assumersi la responsabilità delle proprie inadempienze è un atteggiamento grave ed irresponsabile. La serietà e la credibilità di una classe dirigente non si misurano con le visualizzazioni, la propaganda o le insinuazioni, ma con il lavoro vero a tutela dei nostri boschi e delle nostre comunità».