Un’ipotesi interamente pubblica per assicurare la continuità del trasporto pubblico locale nell’area urbana e tutelare l’organico aziendale. È questo il fulcro del piano presentato dal Consorzio Valle Crati al tavolo istituzionale convocato per gestire la vertenza della società Amaco, rimasta in una situazione critica dopo il decadimento dell’aggiudicazione del ramo d’azienda. L’iniziativa mira a scongiurare l’interruzione dei collegamenti e l’avvio di procedure di licenziamento collettivo per i 111 dipendenti della struttura.
In una nota firmata dal presidente del Consorzio, l’avvocato Maximiliano Granata, viene tracciato un percorso orientato a mantenere la natura pubblica del servizio, superando gli effetti dello stato di crisi che ha colpito la società di trasporto.
Gli interventi richiesti alla Regione Calabria e la gestione in house
Il piano si articola a partire da un passaggio normativo indirizzato alla Regione Calabria, a cui si richiede l’attivazione dell’articolo 10 dello Statuto del Consorzio Cometra. L’obiettivo è definire la cornice giuridica idonea a consentire il riassorbimento dell’attività e delle maestranze.
Per la fase di transizione si ipotizza un affidamento diretto in house della durata compresa tra 12 e 24 mesi. Tale formula permetterebbe di mantenere costante l’erogazione delle corse nel territorio di Cosenza. Parallelamente, il Consorzio dichiara la disponibilità a farsi carico dell’intero bacino occupazionale, riassorbendo tutti i 111 lavoratori impiegati sia nei servizi di trasporto sia nel settore delle soste a pagamento.
La sostenibilità dell’operazione necessita di un intervento finanziario tempestivo. La richiesta rivolta alla Regione riguarda lo sblocco immediato delle risorse già destinate al trasporto pubblico locale nel bacino cosentino, risorse indispensabili per coprire i costi di avvio della gestione, la retribuzione del personale e il reperimento del parco mezzi.
Cronoprogramma e coordinamento con la Curatela
Un ulteriore elemento decisivo riguarda il patrimonio dell’azienda in liquidazione. Viene auspicato un coordinamento con la Curatela fallimentare per sospendere o ridefinire la vendita dei beni e dei bus strategici, evitando che la dispersione del patrimonio aziendale a favore di soggetti terzi renda irrealizzabile il progetto pubblico.
L’impianto operativo definisce anche una scansione temporale precisa per l’attuazione delle misure. Si prevede una prima finestra di 45 giorni entro cui la Regione dovrebbe adottare i provvedimenti necessari alla riassegnazione del servizio e alla copertura della fase iniziale di start-up. A questo passaggio seguirebbero altri 120 giorni stabiliti per rendere pienamente operativa la nuova struttura gestionale.
Nelle valutazioni conclusive dell’ente, il piano viene definito una soluzione “interamente pubblica, finanziariamente sostenibile”, in grado di salvaguardare un servizio essenziale per le migliaia di pendolari, studenti e cittadini che quotidianamente usufruiscono dei trasporti nell’area urbana di Cosenza e nei Comuni consorziati. Il Consorzio ha infine espresso la piena disponibilità ad avviare un tavolo di confronto tecnico con gli enti regionali e comunali, la Curatela e le rappresentanze sindacali per procedere all’attuazione del piano.



