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Dall’emergenza abitativa all’inclusione sociale: Lamezia Terme avvia il superamento dello storico campo rom

Lamezia Terme registra un passaggio fondamentale nel percorso di superamento dello storico insediamento rom di Scordovillo. Cento persone hanno avviato un percorso concreto verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni di alloggi. I dati e i dettagli del piano sono emersi durante l’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera nell’ambito del progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, incentrato sui temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo.

Un percorso integrato tra casa, salute e diritti

Il raggiungimento delle prime cento soluzioni abitative rappresenta una tappa all’interno di un programma destinato a proseguire nei prossimi anni per accompagnare le famiglie. La direttrice del progetto, Marina Galati, ha ricordato che l’iniziativa non si limita all’assegnazione degli alloggi, ma nasce per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale che tocca la scuola, il lavoro, la salute e la partecipazione alla vita della comunità.

Riferendosi alle precarie condizioni dell’insediamento di Scordovillo, Galati ha richiamato l’attenzione sulla necessità dell’intervento e sulla qualità delle strutture presenti: “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato la direttrice, ribadendo che l’azione intrapresa rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali. Il percorso è stato preparato con un lavoro di ascolto e con la creazione di progetti personalizzati per ogni nucleo familiare, mentre l’individuazione e l’assegnazione degli alloggi rimangono di competenza di ATERP Calabria.

Il lavoro congiunto delle istituzioni e del territorio

La bonifica dell’area e la chiusura dell’insediamento rientrano in un piano di riqualificazione che unisce i fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e le risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme, Mimmo Gianturco, ha ricordato la partecipazione attiva del Comune attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, impegnati nel monitoraggio del processo per garantire serenità e sicurezza. L’iniziativa poggia su una rete istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e gli enti del Terzo Settore dell’ATS Intrecci. Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha sottolineato il valore nazionale ed europeo del progetto come modello capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali.

La tutela della dignità e il ruolo dei servizi sociali

All’iniziativa è intervenuta anche Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato i principi dell’articolo 3 della Costituzione e il valore dei temi al centro della formazione degli operatori. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la semplice assenza di malattia, ma è legata alle condizioni di vita e al benessere della persona.

In questo contesto, le politiche pubbliche sono chiamate a considerare l’istruzione, la cultura e l’accesso ai diritti come fattori determinanti per la qualità della vita. La figura dell’assistente sociale si conferma dunque un ponte tra persone e istituzioni per ricomporre le fratture sociali e rendere effettivi i diritti di ogni cittadino.