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Benzina e diesel ai massimi del 2026: rincari fino a oltre 2,2 euro in autostrada

Un forte rialzo colpisce la rete nazionale dei carburanti proprio nel momento in cui prendono il via i grandi spostamenti per le ferie estive. A spingere i listini verso l’alto è la tensione sui mercati petroliferi internazionali, dove il Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta dallo scorso maggio. La benzina in modalità self service si posiziona così su una media di 1,968 euro al litro, toccando il livello più alto registrato nel corso del 2026 e avvicinandosi ai massimi degli ultimi tre anni. La corsa appare ancora più marcata per il gasolio, che sale a una media nazionale di 2,161 euro al litro.

I rincari sulla rete ordinaria e in autostrada

Lungo le tratte autostradali la situazione risulta ulteriormente onerosa per chi si mette in viaggio. La benzina si attesta mediamente a 2,059 euro al litro, mentre il diesel sfonda il muro dei 2,228 euro al litro. Dalle rilevazioni di Staffetta Quotidiana emergono interventi al rialzo da parte di tutti i principali marchi del comparto: Eni, Tamoil, IP e Q8 hanno ritoccato i prezzi consigliati verso l’alto tra i due e i quattro centesimi al litro. Per quanto riguarda la modalità servito, la benzina supera mediamente i 2,09 euro al litro, mentre il gasolio si attesta sui 2,28 euro al litro, con picchi che oltrepassano i 2,33 euro nelle stazioni dei marchi leader.

Questa dinamica rialzista rischia di trasformare l’avvio delle vacanze in una stangata per il bilancio familiare. Nel giro di tre settimane il prezzo medio del diesel ha registrato un balzo di quasi 28 centesimi al litro, pari a un’impennata vicina al 15%, mentre la benzina si è scaldata di circa 16,5 centesimi al litro.

La denuncia delle associazioni dei consumatori

L’aumento della spesa per i rifornimenti solleva immediate reazioni da parte delle associazioni di tutela dei consumatori, in concomitanza con la pubblicazione dei dati da parte del Mimit.

“Con la nuova ondata di rialzi che si è abbattuta sui prezzi dei carburanti si fa sempre più pesante la stangata sulle partenze estive degli italiani, al punto che un pieno di gasolio costa oggi ben 14 euro in più rispetto a inizio luglio”, dichiara il Codacons.

L’associazione evidenzia la gravità della situazione e richiede un intervento normativo sulle componenti fiscali dei prezzi alla pompa: “Numeri che avranno un impatto pesantissimo sulle tasche delle famiglie aggravando la spesa per i rifornimenti in un momento, quello delle partenze estive, in cui si impennano i consumi di carburante. In tutto ciò il governo non solo è assente e non interviene tagliando le accise, ma si sta arricchendo grazie all’escalation dei prezzi alla pompa attraverso Iva e accise che pesano per oltre il 50% su ogni litro di carburante acquistato in Italia. Per salvare le vacanze degli italiani il governo deve tagliare da subito le accise sul gasolio di almeno 15 centesimi di euro al litro (18,3 cent considerata anche l’Iva), in modo da riportare i prezzi sotto la soglia del 2 euro al litro.”