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Minori e responsabilità penale, Salvini difende la norma: “A 14 anni si è consapevoli delle proprie azioni”

Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto sulla riforma dell’imputabilità dei minori approvata dal Consiglio dei ministri. Nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione Gli Inascoltabili su Radio Roma Sound, il rappresentante del governo ha respinto l’etichetta di “norma anti-maranza”, sottolineando come la novità principale risieda nel superamento della presunzione automatica secondo cui un minorenne compreso tra i 14 e i 18 anni non sia consapevole delle proprie azioni.

Salvini ha spiegato che il quadro normativo precedente tendeva a considerare non punibile chi commetteva un reato prima della maggiore età, presumendo l’assenza di piena capacità di comprendere le conseguenze. Con il nuovo provvedimento la prospettiva si rovescia. “Con questa norma si ribalta la situazione: si dà per scontato che a 14, 15, 16 e 17 anni tu sia consapevole di quello che fai e delle conseguenze, a meno che non venga dimostrato che non sei in grado di intendere e di volere”, ha dichiarato il ministro.

Nuovi criteri e confronto con le generazioni passate

Il leader leghista ha rimarcato come la legge intenda adeguarsi alle trasformazioni sociali e al livello di maturità raggiunto dai giovani. Fino a oggi, nei confronti di un quindicenne responsabile di un illecito prevaleva una valutazione basata prevalentemente sull’età. Con il nuovo impianto normativo, a meno che non emergano condizioni di particolare difficoltà, la responsabilità penale a 16 anni viene equiparata a quella di un ventenne.

Il vicepremier ha motivato la scelta dell’esecutivo evidenziando un cambio generazionale sostanziale e richiamando anche le recenti disposizioni in materia di guida. “Dall’anno prossimo si potrà conseguire la patente, sia per l’auto sia per i mezzi pesanti, a 17 anni. Perché avere 16 anni o 17 anni oggi è diverso da quando li avevo io negli anni Novanta e, quindi, onori e oneri. Se commetti un reato non ti puoi nascondere dietro la minore età”, ha aggiunto Salvini.

Funzione rieducativa e contrasto all’impunità

La riforma non intende cancellare il principio della funzione rieducativa della pena sancito dall’ordinamento. Salvini ha precisato che l’obiettivo del reinserimento sociale resta pienamente confermato. “La riabilitazione c’è e ci sarà anche da domani. È semplicemente che fino a oggi si riteneva, fino a prova contraria, non punibile, non perseguibile chi commetteva un reato nella minore età. Da domani si ritiene che un quindicenne abbia la stessa consapevolezza di un diciannovenne quando fa qualcosa, in bene o in male”, ha spiegato.

Facendo riferimento a una recente visita al carcere di Bollate, il vicepremier ha ribadito l’importanza di offrire una seconda possibilità ai più giovani. Al contempo, il provvedimento punta a evitare che l’età anagrafica diventi una causa automatica di impunità di fronte a episodi di violenza o di microcriminalità. “Non si può neanche far passare il concetto che si sia impuniti anche se si va in giro col coltello, se si minaccia, se si rapina, se si aggredisce, perché non si hanno ancora 18 anni. Devi essere consapevole di quello che fai e di quello che non fai”, ha concluso il leader della Lega.