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Sicurezza sul lavoro e caporalato: la Fillea Cgil Calabria chiede l’intervento urgente delle Prefetture

Di fronte alla piaga del caporalato e alla drammatica catena di infortuni mortali nei luoghi di lavoro, la Fillea Cgil Calabria sollecita un intervento tempestivo e coordinato da parte di tutte le istituzioni competenti. Con la stessa determinazione, passione e rapidità impiegate per organizzare grandi manifestazioni di promozione delle bellezze regionali — come il Vinitaly organizzato agli Scavi di Sibari —, viene evidenziata la necessità di affrontare con massima priorità la tutela della salute e della sicurezza di chi lavora.

Il bilancio delle tragedie e il contrasto al lavoro nero

Dall’inizio del 2026 ad oggi, la Calabria registra un bilancio drammatico con 12 lavoratori che hanno perso la vita sul posto di lavoro. A questo fenomeno si somma il riemergere del lavoro sommerso e non regolare, che sta colpendo con particolare intensità il settore dell’edilizia.

Il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, ha rimarcato la gravità della situazione legata allo sfruttamento e agli incidenti nei cantieri e nei campi:

«Non è possibile accettare che tutto questo venga derubricato a normalità. È inammissibile continuare a voltarsi dall’altra parte.»

La richiesta di convocazione dei tavoli prefettizi

Per fermare questa emergenza, la proposta è quella di ripartire dalle sedi istituzionali già esistenti ed operative sul territorio: le Conferenze Provinciali Permanenti istituite presso ciascuna Prefettura ai sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Tali strutture rappresentano i luoghi di coordinamento tra le amministrazioni dello Stato per promuovere interventi congiunti contro il lavoro nero e a favore della sicurezza aziendale.

L’appello punta alla convocazione urgente dei tavoli presso le cinque Prefetture calabresi, garantendo un tavolo di confronto coordinato che includa:

  • La Regione Calabria

  • Le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali

  • L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’INPS e l’INAIL

  • Le Aziende Sanitarie Provinciali e le Forze dell’Ordine

Tutela delle persone e valorizzazione del territorio

L’obiettivo dell’iniziativa è passare dalle dichiarazioni alle azioni concrete e strutturate. La salvaguardia della vita e dei diritti dei lavoratori viene indicata come il pilastro fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi comunità locale.

«La tutela della vita, della sicurezza e della dignità di chi lavora deve diventare una priorità assoluta, pari al rilancio dell’immagine e delle tipicità locali. Non può esistere una Calabria che celebra con orgoglio le proprie bellezze e, allo stesso tempo, rimane in silenzio di fronte allo sfruttamento e alle morti sul lavoro.»

In conclusione, la riflessione del segretario pone l’accento sulla necessità di un cambio di passo immediato da parte delle istituzioni: «È il momento di passare dagli eventi alla responsabilità, dalla promozione del territorio alla tutela delle persone. Perché il lavoro sicuro, regolare e dignitoso è la più grande eccellenza che una regione possa rivendicare.»