In un’intervista rilasciata al quotidiano il Giornale, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha tracciato il punto della situazione sul proprio impegno di governo e sulle prospettive politiche future, soffermandosi in particolare sul tema della sicurezza e sul ruolo delle forze dell’ordine.
L’ipotesi del ritorno al ministero dell’Interno
Interrogato sulla possibilità di un suo futuro ritorno alla guida del Viminale, Salvini ha chiarito che l’ultima parola spetterà al corpo elettorale. «Lo decideranno gli italiani alle urne. Oggi mi sto occupando di investimenti record nelle infrastrutture, cantieri e Piano casa. Domani sarò a disposizione del mio Paese, nel ruolo che gli italiani riterranno opportuno affidarmi», ha dichiarato il vicepremier, sottolineando la centralità delle competenze attuali e dei progetti legati alle opere pubbliche.
Le accuse alla sinistra e le misure sulla sicurezza
Nel corso del colloquio con la testata, il leader leghista ha espresso critiche severe nei confronti dell’opposizione e delle dinamiche legate ai disordini di piazza. «Per anni una parte della sinistra ha strizzato l’occhio a quei movimenti, legittimandone slogan, metodi e protagonisti. Non basta condannare genericamente la violenza e poi difendere chi crea il clima in cui matura. Chi assalta lo Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non è un manifestante: è un criminale», ha affermato Salvini.
A sostegno del comparto sicurezza, il ministro ha rivendicato i provvedimenti legislativi promossi dalla maggioranza, puntando l’attenzione sulle tutele per il personale in divisa e sul contrasto ai fenomeni di microcriminalità urbana. «Abbiamo rafforzato gli strumenti a disposizione delle Forze dell’ordine con i decreti Sicurezza, introdotto norme più severe contro baby gang e maranza e aumentato le tutele per chi indossa una divisa. La Lega sta dalla parte delle donne e degli uomini in divisa e delle persone perbene, contro violenti e delinquenti», ha concluso.



