Un momento di accoglienza dedicato ai cittadini di ritorno e agli italo-discendenti presenti nei paesi d’origine, che saranno nominati “Ambasciatori delle Radici” del proprio Comune. Questo rappresenta l’obiettivo del progetto “L’abbraccio: le radici diventano ponti”, promosso dall’Associazione italiana Comuni del turismo delle radici (Aicotur) e presentato nella sala Oro della Cittadella regionale.
L’evento si terrà il 12 agosto in tutti i Comuni aderenti all’Aicotur. La finalità risiede nel costruire un legame stabile con le comunità di calabresi all’estero, creando una rete di ambasciatori capaci di promuovere i territori di origine nei Paesi di residenza per favorire nuovi flussi di visitatori e investimenti.
All’incontro con la stampa, moderato dalla segretaria generale di Aicotur, Luisa La Colla, hanno preso parte l’assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese, il consigliere regionale delegato ai Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco, il vicepresidente di Aicotur e sindaco di Celico, Matteo Lettieri, il presidente del Consiglio Generale Aicotur, Giuseppe Varacalli, e il dirigente del settore “Relazioni internazionali e comunità dei calabresi nel mondo – turismo delle radici”, Cosimo Caridi.
Le dichiarazioni delle istituzioni e le prospettive di sviluppo
L’assessore Giovanni Calabrese ha illustrato il percorso intrapreso dalle istituzioni regionali per l’accoglienza dei corregionali.
“L’obiettivo è costruire un’accoglienza dedicata anche ai calabresi di seconda e terza generazione che vogliono tornare in Calabria, riscoprire le proprie origini e quelle dei propri antenati. Vogliamo quindi creare un momento di accoglienza importante, che si inserisce nel percorso che stiamo portando avanti sul turismo delle radici”.
Il responsabile del Turismo regionale ha inoltre evidenziato la portata numerica del fenomeno e le opportunità economiche per il territorio.
“Considerando che i calabresi nel mondo sono più di otto milioni, ci sono tantissimi corregionali che vogliono tornare, riscoprire le proprie origini e il proprio territorio. È su questo che stiamo lavorando: si tratta di un percorso che è stato finalmente avviato e che prima mancava. Oggi il progetto di sviluppo turistico della Calabria è molto importante e sta producendo risultati evidenti, secondo le indicazioni del presidente Roberto Occhiuto. Esistono le condizioni perché tanti calabresi che vivono fuori possano tornare, perché la Calabria offre condizioni diverse rispetto al passato. È una terra di opportunità anche per chi vuole investire e stiamo lavorando, proprio per questo, ad un progetto con il dipartimento Sviluppo economico”.
Nel corso della presentazione è emerso come il turismo delle radici costituisca una risorsa centrale di crescita per i territori. I dati mostrano che il 48% dei turisti che viaggiano in Europa si sposta per visitare i luoghi delle proprie origini, un fenomeno di forte impatto per l’Italia dati gli oltre 120.000.000 di italo-discendenti presenti a livello globale.
Anche il consigliere Orlandino Greco ha espresso importanti riflessioni sul valore della presenza dei connazionali all’estero.
“L’importanza degli italiani e dei calabresi che sono andati all’estero è enorme soprattutto per quello che possono offrire oggi alla Calabria. La Calabria è una regione con 1,8 milioni di abitanti e 430 mila iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, mentre i calabresi nel mondo sono quasi 8 milioni. Tutti hanno raggiunto livelli importanti nelle società dei Paesi in cui risiedono”.
Greco ha evidenziato le potenzialità legate alla rete internazionale e al commercio.
“Esiste una potenzialità straordinaria sia per quanto riguarda l’attrazione di investimenti sia per quanto riguarda l’export. La maggior parte dei presidenti delle Camere di commercio è di origine calabrese. Se i nostri prodotti riescono a conquistare mercati esteri, come Vancouver, Toronto o Buenos Aires, è un valore aggiunto di grandissima importanza. Si tratta di valorizzare la loro azione e noi stiamo cercando di farlo attraverso la Consulta dei Calabresi nel Mondo”.
Impatto economico e valorizzazione del territorio
Il turismo delle radici va oltre la dimensione del viaggio tradizionale, configurandosi come un’esperienza identitaria che permette ai discendenti degli emigrati di riscoprire i luoghi di provenienza tramite archivi, abitazioni di famiglia, tradizioni e comunità locali. Questa tipologia di turismo esperienziale genera ricadute economiche diffuse e facilita percorsi di residenzialità, complici le opportunità offerte dal lavoro da remoto.
Uno dei temi cardine dell’incontro riguarda la destagionalizzazione dei flussi turistici, incoraggiando i ritorni nei periodi dell’anno meno affollati. L’adeguamento dei servizi nei piccoli centri mira a rendere i borghi luoghi idonei a soggiorni prolungati e nuovi investimenti. Aicotur ribadisce la volontà di strutturare una rete nazionale di piccoli comuni in grado di trasformare il patrimonio delle radici in un fattore costante di sviluppo e valorizzazione delle comunità locali.



