La Procura della Repubblica di Cosenza ha avviato un’inchiesta per chiarire le cause del decesso di Antonio Solferino, 63 anni, morto nei giorni scorsi all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. L’uomo era detenuto nel carcere di Corigliano Rossano, dove stava scontando una condanna definitiva per l’omicidio della moglie risalente al 2008.
Il ricovero e il successivo decesso sono arrivati in seguito a un improvviso e rapido peggioramento delle sue condizioni di salute. L’apertura del fascicolo giudiziario punta a ricostruire la sequenza degli interventi medici per verificare la congruità delle cure prestate rispetto all’evoluzione della patologia.
Il peggioramento della salute e i trasferimenti in ospedale
Il quadro clinico dell’uomo avrebbe subito una prima complicazione all’interno della casa circondariale di contrada Ciminata Greco, a Rossano. In seguito alla diagnosi di una grave forma di polmonite, si è reso necessario il primo trasferimento presso il Pronto soccorso dell’ospedale Nicola Giannettasio. L’ulteriore aggravamento dello stato di salute ha poi determinato il ricovero nel reparto di Rianimazione. Secondo le ricostruzioni fornite dai familiari, a questo quadro si sarebbe aggiunta un’emorragia cerebrale, evento che ha disposto il definitivo trasferimento protetto verso la struttura ospedaliera di Cosenza, dove il 63enne è deceduto dopo circa due giorni di ricovero.
L’esposto della famiglia e l’esecuzione dell’autopsia
A seguito della scomparsa dell’uomo, i familiari, assistiti dall’avvocato Vincenzo Palopoli, hanno depositato un esposto presso la Procura di Cosenza. La richiesta punta ad accertare la presenza di eventuali omissioni, ritardi o inadeguatezze nella gestione dell’assistenza sanitaria lungo tutte le fasi del ricovero. La magistratura ha quindi disposto lo svolgimento degli accertamenti medico-legali e conferito l’incarico peritale per l’autopsia, eseguita presso il servizio di Medicina legale del nosocomio cosentino. Alle operazioni ha presenziato anche un consulente tecnico nominato dalla famiglia. L’esito degli esami e delle successive valutazioni istologiche servirà a chiarire con precisione le cause della morte. Concluso l’esame autoptico, la salma è stata restituita ai familiari per la celebrazione dei funerali a Rossano, mentre l’inchiesta proseguirà con l’esame di tutta la documentazione clinica acquisita.



