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Ex tendopoli San Ferdinando, il sindaco Gaetano scrive agli operatori del Polo Sociale: “Grazie, alfieri di un sistema finalmente cambiato”

Gianluca Gaetano era assessore comunale nel 2019, quando Governo e Regione crearono la tendopoli  di San Ferdinando; e sempre lui – da sindaco questa volta – ha fornito un impulso fondamentale partecipando alla cabina di regia che in questi giorni ha coordinato il trasferimento in altri alloggi dei migranti e la demolizione del famigerato campo.

E’ anche in forza di questa doppia esperienza che l’amministratore è l’unico a poter annoverare negli enti coinvolti, che hanno assunto particolare significato le parole che il primo cittadino ha voluto indirizzare, attraverso una lettera, agli operatori del Polo Sociale Integrato formatosi nella Piana di Gioia Tauro, nell’organico degli Enti del Terzo Settore e dei Comuni di San Ferdinando, Rosarno e Taurianova.

«Psicologi, mediatori, specialisti, assistenti sociali, funzionari, cooperanti e volontari – scrive Gaetano nella missiva trasmessa alla sede amministrativa dello staff, presso il municipio di Taurianova che è Comune capofila del PSI – che hanno dimostrato abnegazione, spirito di servizio e partecipazione empatica, trasformando in energia pura un organismo che non è stato mai un soggetto meramente burocratico e inverando, forse come non mai in questo territorio, il concetto di reale mediazione culturale contro il disagio dei lavoratori stranieri».

L’esperienza dei Poli, arricchita dal contributo congiunto dei Servizi Sociali dei Comuni, ha consentito che il continuo dialogo con i lavoratori avvenisse in un clima sereno e costruttivo, rappresentando in tal modo un elemento innovativo che – grazie al progetto di trasferimento dei migranti eseguito – diventa ora patrimonio imprescindibile su cui le pubbliche amministrazioni potranno sempre contare anche in futuro.

Il risultato del lavoro sul campo degli oltre 20 operatori inseriti nei 3 Poli sociali, attivi dal 2021 a San Ferdinando,  Taurianova e Rosarno – grazie ai fondi europei del programma FaMi e ora Su.Pr.Eme 2 – in questi giorni è stato sottolineato anche nei resoconti ufficiali della Prefettura.

Il sindaco del piccolo centro che ospitava la tendopoli, però, si è rivolto direttamente agli Enti del Terzo Settore per rimarcare la compartecipazione nel passaggio epocale “dalla tenda alla casa”, vissuta con professionalità e umanità, diventando questi operatori alfieri della buona spesa delle risorse nel settore e della conquistata umanizzazione delle risposte abitative nei territori dei 3 Comuni.

«E’ sotto gli occhi di tutti – prosegue il sindaco Gaetano – lo sforzo compiuto da tutti voi nella spinosa circostanza: oltre 1000 prese in carico, oltre 400 interviste in pochi giorni, censimento e coordinamento con l’Asp per la cura dei soggetti fragili, attività di informazione, accompagnamento e mediazione si sono rivelate essenziali per l’ottimale riuscita di questa non facile transizione».

Il sindaco Gaetano, vera e propria memoria storica della struttura che sorgeva nella zona industriale della Regione, scrivendo direttamente agli operatori dei consorzi Macramè e Nova, dell’associazione Oasi Odp, di Chico Mendez Ets e della cooperativa Promidea è partito da una constatazione che sembra frutto dell’amarezza che spesse volte le politiche pubbliche hanno suscitato nel passato, quando soluzioni che venivano presentate come transitorie ed emergenziali diventavano invece definitive.

«E’ la storia a insegnarci di quanto sia difficile coniugare i buoni propositi con il realismo e la concretezza delle azioni», aggiunge il primo cittadino di San Ferdinando, parlando dell’avvento di Politiche Sociali attive e universali che non si concludono con l’avvenuto trasferimento dei migranti e che, anzi, la Regione intende far proseguire con nuovo impulso già a partire dal mese di agosto.

«Ma questa volta – è la sua conclusione – grazie a un impegno senza precedenti e a una inedita convergenza di intenti, possiamo dirci con soddisfazione di aver conquistato uno storico traguardo. L’eccellente lavoro che avete svolto ci fa capire come questa modalità debba essere l’impronta virtuosa per ogni futura garanzia di successo».