La serata del 12 agosto 2026 si preannuncia come uno degli appuntamenti astronomici più rilevanti del decennio. Un doppio evento caratterizzerà la volta celeste, unendo l’oscuramento del Sole alle celebri scie luminose delle meteore Perseidi. Il Sole parzialmente oscurato prima di tramontare cederà il passo a uno sciame meteorico che sfreccerà al ritmo di 100 meteore l’ora, favorito dalla totale assenza della luce lunare.
L’oscuramento del disco solare e le aree con maggiore visibilità
L’avvio dei fenomeni avverrà poco prima delle ore 19,30 del 12 agosto, quando prenderà il via l’eclissi solare. Sul territorio italiano il fenomeno sarà visibile esclusivamente in forma parziale, poiché la fase di totalità coinciderà con il momento in cui il Sole inizia a tramontare. Le condizioni di osservazione risulteranno più favorevoli nelle regioni del Nord-Ovest, con il punto di massima copertura registrato a Ventimiglia, in Liguria, dove si raggiungerà il 94,8% di oscuramento del disco solare.
Valori elevati si registreranno anche a Belluno, con il 91,5% di copertura, mentre spostandosi verso meridione le percentuali caleranno progressivamente, attestandosi al 79,4% a Roma e al 40,4% a Palermo. La fascia di totalità completa interesserà invece la Spagna, una ridotta porzione del Portogallo e diverse aree a ridosso dell’Artico, tra Groenlandia, Islanda e Russia.
Il picco delle stelle cadenti e le condizioni ideali della Luna nuova
Subito dopo il tramonto del Sole, nei luoghi al riparo dall’inquinamento luminoso, l’attenzione si sposterà sulle Perseidi, le meteore generate dai frammenti rocciosi e dalle polveri della cometa 109P/Swift-Tuttle. La Terra attraversa ogni estate questa regione dello spazio, provocando l’ingresso delle particelle nell’atmosfera alla velocità di circa 59 chilometri al secondo.
La contemporaneità con la fase di Luna nuova garantirà un cielo completamente buio per l’intera notte, offrendo l’opportunità di scorgere anche i bagliori più deboli. Gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani hanno descritto il contesto osservativo come caratterizzato da condizioni «praticamente perfette». «Si tratta di una configurazione estremamente favorevole», evidenziano gli astrofili della Uai, «che rende il 2026 una delle migliori occasioni del decennio per assistere allo spettacolo delle stelle cadenti».



