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Qualità dell’acqua a Cosenza, i consiglieri d’Ippolito e Dodaro attaccano la giunta: “Serve coerenza sulla salute pubblica”

I rilievi condotti da Arpacal e trasmessi dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della qualità dell’acqua erogata in città. Le verifiche avevano evidenziato una non conformità nei punti di prelievo di diverse fontane pubbliche, tra cui Portapiana, Corso Vittorio Emanuele, Archi di Ciaccio, Villa Vecchia, Via Campagna, Piazza Piccola e Piazza Loreto.

In quest’ultima area, in particolare, i test avevano riscontrato la presenza di coliformi totali ed Escherichia coli oltre i valori definiti dalla legge, portando il sindaco Franz Caruso a firmare un’ordinanza di divieto d’uso per il consumo umano.

La non conformità rilevata nelle fontane cittadine

Nonostante i dati più recenti mostrino un rientro dei parametri nella norma a seguito degli interventi tecnici effettuati dagli uffici preposti, la vicenda ha sollevato perplessità politiche. I consiglieri comunali Alfredo Dodaro e Giuseppe d’Ippolito sono intervenuti per contestare le modalità di gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione.

Pur prendendo atto del lavoro svolto per ripristinare i valori standard, i due rappresentanti istituzionali hanno messo in luce quello che considerano un provvedimento illogico. “Se la rete idrica presenta contaminazioni microbiologiche in più punti, non si comprende perché non siano state previste misure cautelative anche per le utenze domestiche, dove scorre la stessa acqua”, hanno evidenziato i consiglieri.

La critica sull’esclusione delle utenze domestiche e sulla comunicazione

Il nodo centrale della contestazione riguarda la scelta di limitare le restrizioni alle sole fontanelle pubbliche, lasciando escluse l’acqua e le condotte indirizzate alle abitazioni delle medesime zone. Secondo la visione dei consiglieri, la prevenzione sanitaria necessita di un approccio organico e lineare.

“La salute dei cittadini non si tutela a metà”, hanno ribadito Dodaro e d’Ippolito, richiamando anche precedenti episodi in cui la comunicazione alla cittadinanza sarebbe risultata assente, come nel caso di un’intera strada rimasta priva di erogazione idrica per giorni senza note ufficiali dall’ente. Ricordando che “la salute pubblica non ammette zone grigie né provvedimenti parziali”, i consiglieri hanno confermato la volontà di proseguire nell’attività di vigilanza. L’intervento si chiude con una stoccata relativa alla cartellonistica installata sui punti d’acqua: “Da ultimo ci chiediamo in relazione ai cartelli posti sulle fontanelle che vietavano gli usi ‘umani’, quali potrebbero o dovrebbero essere tali? In fondo qui l’unica cosa non umana è questa amministrazione!!”.