La situazione della sanità a Lamezia Terme richiede un confronto sui reali programmi di sviluppo del presidio ospedaliero Giovanni Paolo II. La discussione riguarda il collocamento e la funzione che la struttura deve svolgere all’interno dell’intera organizzazione regionale, superando la sola logica degli annunci.
“A Lamezia non è in discussione soltanto l’apertura di una sala, è in discussione il posto che questo ospedale deve occupare nella sanità calabrese”, ha dichiarato Alecci, evidenziando come l’assegnazione di ruoli strategici debba trovare corrispondenza nelle scelte di programmazione territoriali.
Il nodo dell’Emodinamica e la rete d’emergenza
Il punto centrale del dibattito riguarda il settore cardiologico e la gestione delle urgenze, un ambito in cui la tempestività d’intervento incide direttamente sull’efficacia dei trattamenti. La presenza di una struttura programmata rappresenta soltanto la fase iniziale di un piano che necessita di obiettivi chiari a lungo termine.
Relativamente all’avvio dei servizi cardiologici, Alecci ha precisato che “L’Emodinamica programmata può rappresentare un primo passo, ma un primo passo di un percorso che conduca da qualche parte”, sottolineando il rischio che soluzioni parziali divengano definitive se prive di un traguardo ben definito.
Una programmazione coerente per la salute dei cittadini
La richiesta rivolta alla Regione punta a definire le prospettive dell’ospedale, chiarendo se il Giovanni Paolo II sia destinato a servire un vasto bacino territoriale o se debba mantenere mansioni ridotte con il successivo dirottamento delle emergenze verso altri centri. L’impiego completo di ambienti già realizzati ed equipaggiati viene indicato come passaggio fondamentale per la copertura sanitaria dell’area centrale della Calabria.
“La Regione dica allora quale futuro vuole assegnare al Giovanni Paolo II”, ha sollecitato Alecci, rimarcando l’importanza della continuità e della fruibilità dei servizi offerti alla popolazione. L’efficacia della rete sanitaria viene legata all’effettiva disponibilità delle prestazioni sul territorio, ricordando infine che “in sanità, un servizio existe quando è accessibile, continuativo e misurabile”.



