Un pomeriggio dedicato all’esplorazione della Calabria Grecanica ha rischiato di trasformarsi in una tragedia per una comitiva di dieci escursionisti arrivati da diverse zone d’Italia. Il gruppo, partito da Roghudi Vecchio per un’escursione tra le bellezze selvagge dell’Aspromonte, aveva deciso di concedersi una pausa lungo il corso del torrente Furria, affluente del fiume Amendolea, in corrispondenza di un laghetto naturale.
L’equilibrio della sosta è stato spezzato improvvisamente dal passaggio accidentale di alcuni animali selvatici lungo il versante roccioso sovrastante. Il movimento ha provocato il distacco e la conseguente caduta di un’imponente scarica di grossi sassi e detriti, che ha travolto in pieno la comitiva causando quattro feriti.
Il blitz dei soccorritori fuori servizio nel canyon
Determinante per il buon esito delle operazioni si è rivelata la presenza nelle vicinanze di un secondo gruppo di escursionisti. Udite le grida d’aiuto provenienti dal canyon, tre componenti della seconda comitiva si sono precipitati sul posto: un poliziotto del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Reggio Calabria, una guida ambientale e un’infermiera degli Ospedali Riuniti, tutti fuori servizio e con un’esperienza trascorsa nel Soccorso Alpino.
L’assenza totale di copertura di rete all’interno della gola ha impedito l’invio immediato di una richiesta di soccorso. I tre operatori hanno quindi allestito una barella di fortuna per trasportare a spalla la sedicenne Stella, le cui condizioni sono apparse fin da subito particolarmente serie. Risalendo l’impervio sentiero fino alla piazza principale di Roghudi Vecchio, il gruppo è riuscito a raggiungere un punto con segnale telefonico per contattare il 112 e la Guardia Medica.
La corsa in ospedale e le parole della giovane
Una volta raggiunto il centro abitato, l’equipaggio dell’elisoccorso del 118 ha stabilizzato la ragazza, disponendone il trasporto d’urgenza in codice rosso presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Qui la giovane è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.
La sedicenne, residente a Grottammare, si trova attualmente ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva con prognosi riservata, mentre gli altri tre escursionisti rimasti coinvolti hanno già lasciato la struttura ospedaliera. Durante una visita in corsia, la ragazza ha espresso la propria gratitudine ai tre soccorritori rivolgendosi a loro con parole di ringraziamento: “Grazie. Mi hanno detto i medici che sono viva grazie al vostro tempestivo intervento”.
Il tema della sicurezza nei percorsi montani
L’episodio riporta l’attenzione sui fattori di rischio legati alla conformazione dell’Aspromonte, un’area caratterizzata da pareti rocciose esposte a instabilità, canyon profondi e numerose zone prive di copertura per la telefonia mobile.
I soccorritori intervenuti sul posto hanno ribadito l’importanza di affrontare i percorsi montani con la dovuta prudenza, ricordando la necessità di dotarsi di un equipaggiamento idoneo, valutare preventivamente lo stato dei luoghi e affidarsi alla guida di professionisti esperti della zona.



