A dieci giorni dalle prime ordinanze di divieto, la crisi della rete idrica di Cosenza si trasforma in un vero e proprio scontro politico. Al centro della contestazione c’è la persistente inagibilità di diverse fontane pubbliche della città, una situazione ritenuta insostenibile nel cuore della stagione estiva, caratterizzata da temperature particolarmente elevate.
Sulla gestione dell’emergenza da parte del Municipio è intervenuto Primo Manlio Cimino, fondatore del movimento “Il Muro Italia” e sostenitore della candidatura a sindaco di Giacomo Mancini. Le sue dichiarazioni mettono in luce il disagio della popolazione e puntano il dito contro l’operato dell’amministrazione comunale.
I punti critici della rete e l’allargamento del divieto
“Sono passati dieci giorni dai primi divieti e a Cosenza ci sono ancora fontane pubbliche dalle quali non si può bere”, ha dichiarato Primo Manlio Cimino. L’esponente politico ha poi aggiunto: “Nel 2026, in piena estate e con temperature record, le fontane pubbliche non potabili sono il manifesto di cinque anni di amministrazione.”
Sebbene in alcuni punti della città i parametri siano rientrati nella norma, il quadro complessivo continua a registrare nuove criticità. “Quattro sono tornate potabili, ma Villa Vecchia, via Campagna e Piazza Piccola continuano a presentare non conformità. E nel frattempo si è aggiunta anche Piazza XXV Luglio. Quindi il problema non è chiuso”, ha specificato Cimino.
Il nodo dei controlli nelle abitazioni private
L’aspetto principale della polemica riguarda la sicurezza delle condotte idriche a servizio delle abitazioni situate nelle zone adiacenti alle fontane interessate dai provvedimenti. La formulazione dei testi ufficiali, che fanno riferimento genericamente a “parti di rete idrica”, alimenta i dubbi sulla reale estensione della contaminazione.
Cimino ha quindi rivolto precise richieste direttamente a Palazzo dei Bruzi: “C’è una domanda che il Comune non può più evitare: l’acqua che arriva nelle case dei cosentini è potabile oppure no?”. Il fondatore de “Il Muro Italia” ha sollecitato interventi chiari sul perimetro del problema: “Le stesse ordinanze parlano di “parti di rete idrica” interessate. Il Comune dica immediatamente quali sono, quali utenze alimentano e se comprendono anche le abitazioni. E soprattutto risponda a una domanda semplicissima: l’acqua delle case è stata controllata?”.
La richiesta di pubblicare i dati di laboratorio
Per fare chiarezza ed eliminare ogni incertezza tra i residenti, viene richiesta la massima trasparenza attraverso la pubblicazione immediata dei report analitici eseguiti dalle autorità competenti.
“Se sì, si pubblichino subito i risultati. Se no, perché non è stato ancora fatto?”, ha incalzato Cimino, sottolineando la natura della vicenda: “Non servono altre parole. Servono analisi, dati e risposte. Perché qui non stiamo parlando di una fontana rotta o di un problema di manutenzione. Stiamo parlando dell’acqua che i cosentini bevono.” L’intervento si chiude con un appello alla responsabilità dell’ente locale: “E dopo dieci giorni non è accettabile che rimanga anche soltanto un dubbio. Il Comune risponda oggi: nelle zone interessate, l’acqua che esce dai rubinetti delle case è potabile oppure no?”.



