Un percorso che mostra potenziale ma che richiede immediati accorgimenti per non svanire davanti ai dettagli. La sconfitta maturata sul campo dell’Audace Cerignola lascia al Cosenza un’eredità fatta di buone trame di gioco per oltre un’ora e dalla consapevolezza che l’esperienza e la tenuta atletica giocano un ruolo fondamentale nei momenti chiave della partita. Il tecnico Federico Coppitelli analizza la prestazione offrendo una lettura lucida del momento vissuto dall’organico, costretto a fare i conti con l’adattamento di diversi elementi e l’inserimento last minute degli ultimi arrivati dal mercato.
L’impatto dei dettagli e l’adattamento della rosa
Per un’ampia porzione della sfida i rossoblù hanno mostrato tenuta tattica e capacità di creare occasioni, cedendo solo nella fase finale della ripresa sotto la pressione dei cali fisici e delle disattenzioni individuali. La gestione dei momenti decisivi ha evidenziato le difficoltà legate all’inserimento lampo dei nuovi acquisti e all’impiego di giocatori fuori ruolo.
“Dal mio punto di vista credo che vadano fatti i complimenti ai ragazzi perché la squadra ha veramente fatto un’ottima partita per 70 minuti finché poi le energie ci hanno retto”, ha evidenziato Coppitelli nel post gara. “Abbiamo creato tanto. Venire qui fare la partita che abbiamo fatto anche nell’adattamento di tanti giocatori in posizioni un po’ non loro. Abbiamo inserito due ragazzi che sono arrivati da un giorno, purtroppo nel calcio gli episodi vanno ricercati, vanno trovati nel lavoro, nell’organizzazione. Purtroppo quel tre contro due sul calcio d’angolo”.
La metafora della sfera di cristallo e la gestione dei nuovi
La necessità di amalgamare il gruppo in corsa non deve tradursi in una bocciatura dei singoli. L’allenatore ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà contingenti di chi è sceso in campo con pochissimi allenamenti alle spalle o all’esordio assoluto, indicando la gara come una cartina di tornasole per il prosieguo del campionato.
“Palazzino è arrivato ieri, abbiamo avuto pochissimo per provare le cose con lui e poi le paghi”, ha approfondito il tecnico. “Abbiamo avuto la fortuna di avere visto la nostra potenziale stagione in una sfera di cristallo, fare una grande gara con delle idee, con buoni giocatori, però non è abbastanza. Adesso abbiamo qualche giorno per sistemare delle cose, non solo delle risorse tecniche ma tante altre cose per fare un campionato serio”.
Coppitelli ha poi aggiunto: “Non è una questione solo di cambi e non è giusto buttare la croce addosso ai ragazzi che sono entrati, Petrovic e Palazzino sono arrivati ieri, Mazzulla è un 2008, Cogoni alla sua prima partita l’ho messo anche fuori ruolo e Quieto, anche lui era practically all’esordio”.
L’insegnamento di Corvino e l’equilibrio della stagione
Il cammino stagionale si gioca su un sottile filo di equilibrio tra la risposta positiva sul piano del gioco e la concretezza richiesta dalla categoria. La squadra segue le indicazioni del proprio allenatore, ma la cura del particolare diventa indispensabile per trasformare le prestazioni in punti concreti per la classifica.
“E’ un insieme di situazioni, siamo sul filo dell’equilibrio. Da un lato c’e una stagione di estrema difficoltà e da un lato c’è una stagione di grande positività perché la squadra c’è, recepisce”, ha sottolineato l’allenatore a fine gara. “Ci sono tante piccole cose nel calcio e un mio maestro, Pantaleo Corvino, diceva tutto fa un punto ed è la verità e senza entrare nei dettagli che però abbiamo tante piccole cose che devono dare il punto non levarlo”.



