Il 23 agosto rappresenta un momento di profonda devozione per la comunità di Paravati e per i tanti pellegrini che giungono nel piccolo centro del Vibonese. A 102 anni dalla nascita di Fortunata Evolo, la mistica nota a tutti come Natuzza, i luoghi della sua vita tornano ad accogliere persone da ogni parte d’Italia e dall’estero per momenti di preghiera, memoria e testimonianza spirituale.
Le celebrazioni liturgiche e i luoghi della devozione
La giornata si snoda attraverso momenti di raccoglimento che vedono al centro il santuario diocesano dedicato al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. La solenne celebrazione eucaristica delle ore 11, presieduta dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, insieme al clero locale, costituisce il fulcro delle attività spirituali, seguita da una seconda funzione prevista per le ore 18,30.
I pellegrini fanno tappa nei luoghi simbolo della presenza di Natuzza: dalla tomba custodita nel complesso della Villa della Gioia fino alla storica abitazione di via Nazionale, dove la donna accolse per anni chiunque fosse in cerca di una parola di sostegno o di una preghiera.
Il percorso umano e spirituale di Mamma Natuzza
Nata nel 1924 in una condizione di estrema povertà e cresciuta senza la presenza del padre, emigrato in Argentina, Natuzza visse un’infanzia segnata da notevoli ristrettezze che le impedirono un completo percorso scolastico. Dopo il matrimonio con Pasquale Nicolace e la nascita di cinque figli, la sua esistenza fu accompagnata da racconti di eventi straordinari, quali visioni, emografie e stimmate, di fronte ai quali la Chiesa ha sempre mantenuto un atteggiamento di prudente analisi.
A dispetto dell’attenzione mediatica e dell’afflusso costante di persone, l’atteggiamento della mistica si mantenne sempre improntato alla semplicità. Rifiutando ogni tipo di compenso o di qualifica speciale, continuò a definire se stessa unicamente come una madre, invitando quanti la incontravano a volgere la propria fiducia verso la fede prima della sua scomparsa, avvenuta il primo novembre 2009.
Lo stato della causa di beatificazione
Il cammino canonico per il riconoscimento delle sue virtù ha stabilito un punto fermo nel 2019 con l’attribuzione del titolo di Serva di Dio. L’iter prosegue con il lavoro della commissione storica, giunta alle fasi conclusive nella raccolta e verifica dei documenti e delle testimonianze, che passeranno successivamente al vaglio dei teologi. L’opera spirituale e sociale prosegue oggi attraverso i Cenacoli di preghiera e le strutture sorte all’interno della Villa della Gioia.



