Il dibattito sullo stato dell’economia in Calabria si arricchisce di una nuova presa di posizione critica nei confronti delle stime sull’andamento regionale. Al centro della discussione vi sono i recenti indicatori socioeconomici e la valutazione dell’impatto degli investimenti pubblici sul territorio.
Il confronto sui dati di crescita nel quadriennio
Le rilevazioni indicano che nel 2025 il prodotto interno lordo calabrese ha registrato un incremento dello 0,8%, a fronte di una media del Mezzogiorno pari al +0,7%. Tuttavia, l’analisi del periodo compreso tra il 2022 e il 2025 evidenzia una progressione complessiva del 5,2% per la Calabria, dato inferiore al 9,5% rilevato nel resto del Sud e al 7,2% della media nazionale.
Sul tema è intervenuto l’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles: «Gianluca Gallo celebra i dati sulla crescita della Calabria e prova ancora una volta a raccontare una regione finalmente “vincente”. Peccato che, per sostenere questa narrazione, sia necessario fermarsi al dato del 2025 e dimenticare ciò che è accaduto negli anni precedenti. Noi, invece, invitiamo l’assessore a leggere tutti i numeri delle tabelle che riportano i dati socioeconomici».
Investimenti pubblici e performance dell’export
Nel medesimo arco temporale, il settore delle costruzioni nella regione ha segnato un aumento degli investimenti del 60,1%, mentre le risorse destinate alle opere pubbliche sono cresciute del 107,1%, guidate dall’attuazione delle misure legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
«Se gli investimenti nelle opere pubbliche sono aumentati del 107%, come mai il Pil calabrese è cresciuto soltanto del 5,2%, mentre quello del Mezzogiorno è aumentato del 9,5%? È questa la domanda alla quale Gallo e il governo regionale dovrebbero rispondere», ha aggiunto Tridico, sottolineando anche come l’incremento del 10,8% dell’export nel 2025 si inserisca in un contesto in cui le vendite all’estero incidono per il 2,5% sul Pil regionale, a fronte del 12,7% della media del Mezzogiorno e del 28% di quella nazionale.



