La scadenza per la presentazione degli emendamenti in Commissione Affari costituzionali del Senato impone una stretta sui tempi per la definizione della nuova legge elettorale. Tra le forze di maggioranza è maturata un’intesa sull’introduzione delle preferenze, culminata nella decisione di depositare una modifica unitaria. Diversa è la situazione sul secondo turno, terreno su cui non si è ancora raggiunta una sintesi condivisa.
Il funzionamento delle tre preferenze e la parità di genere
Il testo concordato permette all’elettore di esprimere fino a tre preferenze all’interno della lista votata, fatta eccezione per il candidato capolista. Per garantire l’alternanza di genere, le preferenze espresse oltre la prima devono essere destinate a candidati di sesso diverso, pena l’annullamento delle indicazioni successive non conformi.
Ogni lista sarà composta da sette candidati totali, disposti in ordine alternato tra uomini e donne. Vengono inoltre previsti limiti alle candidature multiple: uno stesso nominativo non potrà essere presente in più di cinque collegi plurinominali con il medesimo contrassegno.
Attribuzione del voto e gestione della scheda
Sul piano tecnico, l’emendamento stabilisce che il segno tracciato sul capolista assegni automaticamente il voto alla lista corrispondente. Viene inoltre disciplinata la validità delle preferenze sui candidati non capolista e definiti i criteri per la gestione dei casi di voto disgiunto, al fine di garantire linearità nella fase di scrutinio.
La distanza sul ballottaggio e la proposta Pera
Se sul meccanismo di scelta dei candidati la maggioranza procede in modo compatto, l’eventuale introduzione del ballottaggio vede le forze politiche orientate a presentare emendamenti separati. Tra i testi depositati figura la proposta del senatore Marcello Pera (Fratelli d’Italia), basata su precise soglie per l’assegnazione del premio di maggioranza.
La struttura ipotizzata da Pera prevede che il premio vada alla coalizione che raggiunge il 48% dei consensi al primo turno. In mancanza di tale quota, si andrebbe al ballottaggio tra le prime due coalizioni a condizione che entrambe abbiano ottenuto almeno il 38% dei voti, senza possibilità di modificare le alleanze formate in origine.
In merito al proprio emendamento, Marcello Pera ha dichiarato: “Allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito, ho presentato l’emendamento sulla introduzione del ballottaggio”.
Nelle ultime ore che precedono il termine per il deposito dei testi in Commissione, resta aperto il confronto all’interno della maggioranza per valutare la possibilità di una convergenza sul tema del secondo turno.



