“TARI, acqua, trasporto scolastico, mensa, asilo nido e altri servizi: a Casali del Manco il conto per le famiglie continua a crescere. E quando si chiede conto di questi aumenti, la risposta della maggioranza è sempre la stessa: «Ce lo impongono le norme». Queste sono le parole del Sindaco nello scorso consiglio comunale. Io questa spiegazione non la condivido affatto”. Non usa mezzi termini il consigliere comunale Fernando De Donato. In una lunga disamina, con numeri e cifre, entra nel merito di alcune importanti scelte amministrative del suo comune, Casali del Manco.
“Le norme possono imporre vincoli, possono disciplinare il metodo di calcolo, possono stabilire obblighi di copertura dei costi. Ma non amministrano al posto degli amministratori.E soprattutto non possono essere utilizzate come giustificazione indistinta per ogni aumento”, aggiunge.
PARTIAMO DALLA TARI
“Prendiamo una situazione concreta: famiglia di 4 componenti – appartamento di 120 mq.
Anno
Bolletta TARI
2024
€ 326,28
2025
€ 364,93
2026
€ 372,13
Dal 2024 al 2025:
+ € 38,65 — +11,8%
Dal 2024 al 2026:
+ € 45,85 — +14,1% circa.
E nel solo 2026 la quota fissa aumenta di oltre il 93%, mentre la quota variabile diminuisce di circa il 6,7%.
Il PEF del servizio rifiuti passa inoltre da € 1.318.970 nel 2025 a € 1.435.097 nel 2026:
+ € 116.127 — +8,8%.
Questi sono numeri. Non opinioni”.
E POI C’È IL TRASPORTO SCOLASTICO
Qui la giustificazione delle «norme» diventa ancora più difficile da sostenere, per De Donato. “Perché le tariffe dei servizi comunali sono una scelta politica della Giunta. E nel 2023, con la Deliberazione di Giunta n. 87 del 24 luglio 2023, la Giunta Pisani ha modificato le tariffe di trasporto e mensa scolastica previgenti. Guardiamo cosa è successo. Per il trasporto scolastico, blocchetto da 20 biglietti:
ISEE fino a € 4.000
Prima:
1° figlio: € 12,50
2° figlio: € 10,50
Dopo:
1° figlio: € 25,00
2° figlio: € 21,00
Risultato: raddoppio delle tariffe. +100%.
E nella fascia ISEE superiore:
1° figlio: da € 15 a € 64.
Quindi:
+ € 49
+326,7% circa.
2° figlio: da € 13,50 a € 53.
+ € 39,50
+292,6% circa.
Questi aumenti non sono stati imposti da una legge nazionale.
Sono una scelta amministrativa. E infatti basta guardare cosa hanno fatto altri Comuni”
NON È VERO CHE «NON SI PUÒ FARE DIVERSAMENTE»
A Corigliano-Rossano, nel 2025, l’amministrazione ha dichiarato di aver confermato diverse tariffe e, soprattutto, di aver ridotto le tariffe della refezione scolastica e degli scuolabus, proprio in considerazione della situazione economica delle famiglie. Nell’ultimo consiglio comunale di Co- Rossano si è avuta la prova di come per la prima volta la TARI 2026 sia diminuita nonostante gli aumenti di sistema. A Saracena, il Comune ha rivendicato una scelta di riduzione delle tariffe TARI e acqua, collegandola ai risultati della raccolta differenziata e a una diversa politica di gestione del servizio. Quindi la domanda è inevitabile. “SE ALTRI COMUNI CERCANO SOLUZIONI, PERCHÉ A CASALI DEL MANCO LA RISPOSTA DEVE ESSERE SEMPRE E SOLO: «AUMENTIAMO»?
IL PROBLEMA È LA POLITICA DELLE SCELTE
Nessuno sostiene che gli amministratori possano ignorare le leggi. Ma una cosa è rispettare le norme. Un’altra è nascondersi dietro le norme. La TARI ha vincoli specifici e una disciplina regolatoria complessa. Ma trasporto scolastico, mensa, asilo nido, canoni e altre tariffe comunali sono terreni sui quali esiste un margine di scelta politica.
Ed è proprio lì che si misura la capacità di amministrare. Nella scorsa consiliatura, tanto per citare un esempio concreto, come delegato ai trasporti pubblici, mi sono battuto personalmente per ridurre il costo del trasporto scolastico, riducendo finanche il costo del servizio. Era una scelta politica. Così come oggi è una scelta politica aumentare le tariffe.
LA GIUNTA PISANI E LA MAGGIORANZA NON POSSONO DIRE CHE «LO IMPONGONO LE NORME»
“Perché i cittadini non chiedono miracoli. Chiedono semplicemente che chi amministra abbia il coraggio di cercare alternative prima di mettere mano alle tasche delle famiglie. Ridurre la spesa. Efficientare i servizi. Immaginare una rivoluzione del sistema della raccolta rifiuti. Ridurre il rifiuto indifferenziato. Cercare finanziamenti. Utilizzare le risorse disponibili. Costruire politiche tariffarie progressive. Proteggere le famiglie più fragili.
Questo significa amministrare. Non limitarsi a dire:
«Non possiamo farci niente, lo impongono le norme».
Perché se fosse davvero così, tutti i Comuni dovrebbero comportarsi allo stesso modo.
E invece non è così.
Ci sono amministrazioni che aumentano.
Ci sono amministrazioni che confermano.
Ci sono amministrazioni che riducono.
La differenza, quindi, non la fanno soltanto le norme. La fanno le scelte politiche.
E a Casali del Manco, davanti a questa sequenza di aumenti, la Giunta Pisani e la maggioranza consiliare devono assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
I cittadini hanno diritto di sapere quanto pagavano ieri, quanto pagano oggi e perché pagano di più.
E soprattutto hanno diritto a una risposta diversa da una semplice frase:
«È colpa delle norme».
No. Le norme fissano i vincoli.
La politica decide come amministrare dentro quei vincoli. E noi continueremo a chiedere conto di quelle decisioni”.



