L’autostazione di Cosenza sembra sempre più un’area priva di tutele. Il nodo di scambio, varcato quotidianamente da studenti, lavoratori e passeggeri in transito, versa in uno stato di profondo decadimento urbano secondo il Comitato 31 ottobre. Le recenti aggressioni hanno riacceso i riflettori sullo snodo viario, spingendo il gruppo locale a pretendere la discesa in campo immediata degli organi statali.
La sollecitazione è chiara: insediare un presidio permanente degli agenti all’interno della struttura e potenziare il pattugliamento nell’intero perimetro urbano.
L’associazione locale: “Incuria intollerabile quotidiana”
A far sentire la propria voce è nuovamente il gruppo “31 ottobre”, che descrive un contesto ormai insostenibile. I delegati evidenziano come il deterioramento dell’area non sia un fenomeno passeggero o legato unicamente agli ultimi fatti di sangue, ma un problema radicato nel tempo.
L’esortazione alla Prefettura e al Governo
Sebbene la gestione della struttura ricada sotto la giurisdizione regionale, il collettivo sostiene sia indispensabile l’intervento dello Stato. Per questa ragione, l’istanza è stata indirizzata alla Prefettura cosentina e alla sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, con il fine preciso di incrementare le misure di protezione nell’area. La misura fondamentale individuata coincide con la creazione di una postazione fissa delle forze dell’ordine nei locali dello scalo terrestre, così da assicurare un monitoraggio ininterrotto.
Integrazione dell’organico: servono nuovi agenti
La criticità, tuttavia, travalica i confini della sola stazione bus. Per blindare l’intero centro urbano viene reputato indispensabile un ampliamento del personale in divisa. Il documento redatto dal gruppo chiede l’assegnazione di almeno dieci nuovi operatori per la copertura della città, permettendo così perlustrazioni più frequenti nei punti strategici.



