Uscire, scegliere, organizzarsi, stare a tavola, utilizzare strumenti nuovi e misurarsi con ambienti e situazioni differenti. L’autonomia delle persone con disabilità si costruisce nella quotidianità, trasformando ogni esperienza in un’occasione per acquisire competenze. È stato questo il metodo di “Prove di Volo”, il progetto affidato dal Comune Capo Ambito di Corigliano-Rossano alla Cooperativa Sociale I Figli della Luna, che da fine giugno al 31 agosto 2026 ha accompagnato i ragazzi in un percorso socio-educativo tra territorio, socialità, vita pratica e innovazione digitale.
Investire sulle capacità per una maggiore indipendenza
Il Presidente della Cooperativa Lorenzo Notaristefano, insieme alla Vicepresidente Marilena Prezzo, alla Consigliera Francesca Prezzo e alle socie Dora Quadro e Margherita Quadro, ha sottolineato il valore di un percorso che ha consentito all’équipe multidisciplinare di lavorare sulle potenzialità individuali attraverso contesti reali e strumenti personalizzati. L’iniziativa ha puntato ad accompagnare ogni partecipante verso il massimo livello possibile di indipendenza, nel rispetto dei tempi, delle caratteristiche e delle competenze sviluppabili da ciascuno.
Cerimonia finale con famiglie, équipe e istituzioni cittadine
A chiudere il percorso è stata la cerimonia finale ospitata nella sede della Cooperativa, alla presenza dei ragazzi, dei genitori e dell’équipe educativa, insieme all’Assessore comunale alle Politiche Sociali Marinella Grillo, al Consigliere provinciale Antonio Uva e a Paola Nebiosi, funzionario amministrativo e ideatrice del progetto. Nel corso dell’incontro sono stati portati anche i saluti del sindaco Flavio Stasi, della responsabile del progetto Anna Fiorentino, al quale ha collaborato anche la funzionaria amministrativa Valentina Villella, e della Dirigente dei Servizi Sociali Marcella Morfone.
Dal Santuario di Paola al Pathirion, il territorio come spazio educativo
Visitare il Santuario di San Francesco di Paola e il centro storico, raggiungere il Pathirion o trascorrere una giornata in piscina a Kala Kretosa: le uscite didattiche sono state costruite per mettere i ragazzi nella condizione di confrontarsi con luoghi, relazioni e situazioni differenti da quelle abituali. Tra le esperienze condivise figura anche la partecipazione allo spettacolo teatrale “Presente” di e con Paolo Ruffini.
Nelle attività di vita quotidiana previste dal progetto c’è stata anche la spesa: accompagnati e supportati dai tutor, i ragazzi si sono recati direttamente negli esercizi commerciali, misurandosi con una delle attività più comuni nella gestione autonoma della quotidianità. Anche i momenti conviviali, dalla cena al ristorante I 6 Ulivi ai pranzi alla Bella Napoli e da Tutto Pronto Take Away a Sant’Angelo, sono entrati a pieno titolo nel percorso, facendo della socialità uno strumento attraverso cui esercitare abilità utili nella vita di tutti i giorni.
Apparecchiare e sparecchiare, i piccoli gesti che fanno crescere
Due volte alla settimana il pranzo è stato organizzato anche nella sede della Cooperativa. Apparecchiare, collaborare alla gestione della tavola e riordinare al termine del pasto sono diventati esercizi concreti di responsabilizzazione. Lo stesso metodo è stato applicato durante la colonia estiva realizzata nel mese di luglio al Lido L’Ultima Spiaggia, dimostrando come il percorso verso una maggiore autosufficienza possa essere allenato fuori e dentro il Centro, partendo da azioni semplici e ripetibili.
Un kit personalizzato per fare gruppo senza perdere identità
Ad accompagnare l’esperienza estiva è stato anche un kit da spiaggia consegnato a ciascun partecipante, composto da cappellino, zainetto e telo da mare, blu per i ragazzi e arancio per le ragazze, personalizzato con il proprio nome. Un elemento funzionale alle attività e coerente con l’impostazione educativa del progetto: condividere un’esperienza collettiva conservando il riconoscimento della propria individualità.
Tablet, lavagna interattiva e software personalizzati: cambia il metodo
La conclusione di “Prove di Volo” apre ora una fase nuova. Il mese di agosto è stato dedicato alle attività digitali, con la dotazione di una lavagna interattiva da 75 pollici e di un tablet per ciascun ragazzo. A questi strumenti si aggiungono specifici programmi Erickson acquistati e individuati sulla base delle esigenze individuali. Si tratta dell’introduzione di nuove opportunità di apprendimento, stimolazione e interazione.
Dalla comunicazione aumentativa al digitale, il centro apre una nuova fase
L’investimento tecnologico rappresenta l’eredità più importante del progetto. L’esperienza maturata negli anni dall’équipe multidisciplinare con la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) potrà ora essere integrata con metodologie e supporti digitali, ampliando gli strumenti a disposizione degli operatori e offrendo stimoli calibrati sulle caratteristiche di ciascun ragazzo.



