Un’altra operazione contro il traffico di sostanze stupefacenti è stata condotta dal Corpo di Polizia Penitenziaria all’interno delle strutture carcerarie. Presso la Casa di Reclusione di Rossano, il personale di servizio ha intercettato un pacco postale indirizzato a un recluso appartenente al circuito di “Media Sicurezza”.
I controlli accurati degli agenti hanno consentito di rinvenire e sequestrare circa 300 grammi di hashish nascosti all’interno del plico. La notizia è stata resa nota dal Segretario Locale dell’AL.Si.P.Pe., Giuliano Gasparro.
La rete dello spaccio interno e il quadro normativo
Sull’episodio si è espresso il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe., Roger Durante, sottolineando la portata dell’intervento condotto all’interno dell’istituto penitenziario.
«Il quantitativo di stupefacente intercettato – circa 300 grammi, peraltro già confezionato e sapientemente suddiviso in singole dosi pronte per lo spaccio – non era certamente destinato al consumo personale di un singolo recluso», ha affermato Roger Durante. «Questa modalità di confezionamento dimostra chiaramente che la droga avrebbe alimentato e gestito un’articolata piazza di spaccio interna all’istituto rossanese, generando pericolose dinamiche di potere, credito, sopraffazione e profitti illeciti. Il fiuto e la prontezza della Polizia Penitenziaria hanno inferto un duro colpo a queste logiche criminali».
La sostanza sequestrata è stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La vicenda si inquadra nell’ipotesi di reato previste dall’articolo 73 del D.P.R. 309/1990, aggravata dall’articolo 80 in quanto la sostanza era destinata a soggetti all’interno di un istituto di pena. Le attività di Polizia Giudiziaria sono attualmente in corso per risalire al mittente del pacco e ad eventuali complici.
Le richieste del sindacato e le criticità organiche
L’operazione è stata condotta in un contesto lavorativo caratterizzato da carenze di personale, strumentazione ridotta e sovraffollamento, con turni di servizio che superano spesso le 10 ore continuative.
«Chiediamo con forza all’Amministrazione Penitenziaria e alle Istituzioni competenti l’immediato avvio dell’iter amministrativo per il riconoscimento delle ricompense di merito, quali Lode o Encomio, in favore del personale che ha partecipato all’operazione», ha aggiunto Durante. «A tutti gli agenti della Casa di Reclusione di Rossano va il doveroso e profondo ringraziamento della nostra sigla sindacale: uomini e donne dello Stato che, nel silenzio e tra mille sacrifici, continuano ad essere il presidio fondamentale della legalità e delle istituzioni democratiche».



