Il modello di regolamentazione del Carpfishing introdotto in Calabria con l’articolo 10-bis approda sull’altra sponda dello Stretto. L’associazione Carpfishing Sicilia – Davide Barbera di Leonforte ha presentato al Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana una proposta formale per adottare anche nell’Isola una disciplina ispirata all’esperienza calabrese, riconosciuta ormai come un esempio virtuoso anche dalla stampa internazionale.
Il successo dell’esperienza calabrese
In Calabria, il percorso portato avanti dal Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale, guidato dall’assessore Gianluca Gallo, insieme all’ASD Carpfishing Calabria presieduta da Francesco De Siena, ha fornito alla disciplina un quadro normativo specifico. Questa regolamentazione ha dimostrato come la pesca sportiva possa convivere con la tutela ambientale e trasformarsi in uno strumento di promozione territoriale.
Un ponte tra le due sponde dello Stretto
Oggi l’associazione siciliana, guidata dal presidente Giuseppe Corica, chiede alla propria Regione regole chiare e uniformi per una realtà già ampiamente praticata. La collaborazione tra le associazioni di Calabria e Sicilia intende svilupparsi attraverso eventi, competizioni e iniziative comuni, creando un legame culturale e sportivo volto a valorizzare le risorse naturali del Sud Italia.
Turismo sostenibile e valorizzazione del territorio
La proposta non risponde soltanto alla necessità di norme chiare, ma punta alla tutela degli ambienti naturali e alla creazione di forme sostenibili di turismo di pesca. Per la Sicilia, ricca di invasi e territori di grande interesse naturalistico, l’adozione della normativa potrebbe generare presenze turistiche soprattutto nelle aree interne, con un impatto positivo sull’economia locale, sulla ricettività e sui servizi.



