Corrispondenza tra meteorologia, sostenibilità e monitoraggio ambientale nel cuore della Sila: diciotto operatori della Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano (TAM) del CAI Calabria si sono riuniti per un percorso formativo focalizzato sulla crisi climatica e sui processi atmosferici.
L’evento, intitolato “La crisi climatica e le tecniche sperimentali di inseminazione delle nubi. Meteorologia e agrometeorologia”, si è tenuto il 12 e 13 settembre presso il Distaccamento Aeronautico di Montescuro, nel Comune di Celico e all’interno del Parco Nazionale della Sila.
Coordinata da Giuseppe Tedesco, Presidente della Commissione Regionale TAM CAI Calabria, con il supporto di Loredana Rodà in segreteria, l’iniziativa ha offerto un programma di approfondimento volto a coniugare tecnologia, evidenze scientifiche ed esperienza diretta sul campo.
Apertura dei lavori e aggiornamenti sulle rilevazioni meteorologiche
L’incontro è stato aperto dal Tenente Colonnello Fabio D’Alessandro, Comandante del Distaccamento Aeronautico di Montescuro, che ha presentato le funzioni operative della struttura. Successivamente, il Presidente del Gruppo Regionale CAI Calabria, Giuseppe Greco, ha richiamato la centralità della tutela ambientale per il Club Alpino Italiano. Giuseppe Tedesco ha espresso i ringraziamenti all’Aeronautica Militare prima di illustrare la scansione delle attività.
La prima sessione formativa è stata guidata dai tecnici dell’Aeronautica Militare, il Luogotenente Pietro D’Ippolito e il 1° Maresciallo Salvatore Saraceno. I relatori hanno percorso la storia del Distaccamento, fondato nel 1941, soffermandosi sulla sua rete di telecomunicazioni e sulla stazione meteo. L’attenzione si è focalizzata sulla transizione dagli strumenti analogici ai sensori elettronici e ai sistemi automatici, fino ai radar, ai satelliti e all’impiego dell’intelligenza artificiale nei modelli previsionali. Gli interventi hanno anche riguardato la classificazione delle nubi e le procedure di trasmissione dei dati atmosferici nei canali nazionali e internazionali.
Agrometeorologia, cloud seeding e bufale scientifiche
Nel pomeriggio, Antonio Di Leo, Direttore del Centro Sperimentale Dimostrativo dell’ARSAC di Mirto, ha trattato l’impatto dei dati meteo sulla pianificazione agricola, sull’uso delle risorse idriche e sul contenimento delle patologie vegetali. È stato approfondito il ruolo del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) per l’adozione di pratiche agronomiche sostenibili.
La seconda parte della giornata, condotta da Giuseppe Tedesco, ha affrontato il tema dell’inseminazione delle nubi. Durante il dibattito si è distinta la pratica scientifica del cloud seeding — basata sul principio della nucleazione del ghiaccio tramite sostanze come lo ioduro d’argento — dalle notizie prive di fondamento teorico come le “scie chimiche” e il progetto HAARP. È stato specificato che tali tecniche possono agire solo su formazioni nuvolose preesistenti, richiedendo una valutazione rigorosa dei limiti e dell’impatto ecologico.
Rilevazioni pratiche e Terapia Forestale sul sentiero CAI
La giornata conclusiva si è svolta all’interno della stazione meteorologica di Montescuro. Sotto la guida di D’Ippolito e Saraceno, i partecipanti si sono esercitati nella lettura degli strumenti e nella compilazione simulated di un bollettino meteorologico ufficiale, seguendo il flusso delle informazioni fino al Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare.
Il corso si è completato lungo il Sentiero CAI 421 “Foresta Incantata”, percorso riconosciuto per la Terapia Forestale CAI/CNR. Gli operatore TAM Annachiara Mele e Alfonso Morelli hanno introdotto i concetti legati alla disciplina e illustrato la ricerca sui composti organici volatili biogenici (BVOC), condotta in collaborazione tra il CNR e la sezione CAI di Cosenza in un contesto boschivo composto da faggi, pini larici e abeti bianchi.



