Si riaccende lo scontro istituzionale attorno alle condizioni di sicurezza della prima cittadina di Gioia Tauro, Simona Scarcella, ripartita con un netto segno di insoddisfazione al termine del vertice convocato in Prefettura a Reggio Calabria. L’incontro, fissato proprio per fare il punto sulla catena di gravi intimidazioni subite dalla sindaca negli ultimi mesi, si è risolto in un muro contro muro istituzionale che lascia irrisolti i nodi legati alla protezione personale dell’amministratrice.
“Non sono soddisfatta, ho notato un atteggiamento di grande distacco da parte del prefetto”, ha dichiarato a caldo Simona Scarcella all’uscita dal palazzo di Governo, manifestando ampie riserve sulle rassicurazioni ricevute al tavolo tecnico.
La richiesta di protezione e l’annuncio della conferenza stampa
Nel dettaglio, la prima cittadina ha ribadito l’urgenza di risposte concrete a fronte del clima di crescente pressione criminale, sollecitando l’adozione immediata di dispositivi di scorta e protezione.
“Il prefetto ha dichiarato che lei già si è attivata, anche se io questa forma di attivazione non la vedo, che non è tenuta a comunicarmi quello che lei farà, che loro faranno, e quindi se c’è una tutela la vedrò oppure se non la vedo vuol dire che non c’è. Io ho chiesto espressamente la tutela e ho chiesto che venisse verbalizzata la mia richiesta. Dal prefetto nessuna motivazione. Convocherò a breve una conferenza stampa”, ha scandito Scarcella.
L’escalation delle minacce e le verifiche sull’ente locale
L’incontro giunge a valle di una sequenza di intimidazioni particolarmente violente. Il 18 dicembre scorso la sindaca ha ricevuto nella sua abitazione una busta contenente un biglietto di auguri natalizi accompagnato da sette proiettili, di cui quattro per fucile d’assalto Kalashnikov. Lo scorso 25 agosto si è registrato un ulteriore salto di qualità nelle minacce, con una missiva indirizzata sempre al suo domicilio privato dal contenuto inequivocabile: “Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane”.
Un quadro di estrema tensione che si inserisce in una fase complessa per l’amministrazione comunale di Gioia Tauro, attualmente sottoposta all’azione di una Commissione d’accesso ispettivo nominata dal prefetto per accertare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sulla gestione dell’Ente. Proprio per denunciare il ritardo nell’assegnazione di adeguate misure di protezione, la settimana scorsa Scarcella aveva annunciato l’intenzione di incatenarsi nel municipio e di avviare lo sciopero della fame, una protesta poi temporaneamente sospesa proprio per consentire lo svolgimento del vertice



