Un quadro economico originario pari a 8.598.822,24 euro, diciassette certificati di pagamento e uno Stato Finale approvato dalla Regione Calabria nel dicembre 2023. Sono questi i dati al centro dell’attenzione dell’Associazione Legalità Democratica, che intende far luce sui dettagli contabili e materiali dell’intervento di “Ingegnerizzazione delle reti idriche del Comune di Cosenza”. L’iniziativa mira a verificare con esattezza l’impiego delle risorse e la localizzazione precisa dei cantieri.
I dettagli degli interventi e i dubbi da chiarire
L’opera pubblica, identificata dai codici SIURP 203147, CUP J89E120070060006 e CIG 59470057C5, ha visto un contratto originario di 4.564.909,86 euro oltre IVA, poi salito a circa 5,43 milioni di euro netti in seguito a una perizia di variante. Tra le opere indicate figurano la sostituzione di circa 12 chilometri di condotte, la riparazione di circa 200 perdite, 400 interventi su derivazioni e allacci, la sostituzione di 360 saracinesche e l’installazione di 44 idranti, oltre alla mappatura di circa 250 chilometri di rete e ad interventi sul telecontrollo dei serbatoi.
Maximiliano Granata, presidente dell’Associazione Legalità Democratica, ha spiegato la posizione del sodalizio: «Non stiamo sostenendo che i lavori non siano stati eseguiti. Al contrario, gli atti disponibili documentano una lunga attività amministrativa e contabile. Ma proprio perché parliamo di milioni di euro di denaro pubblico vogliamo passare dai numeri generali ai dati verificabili: quali lavori sono stati eseguiti, in quali strade, in quali quantità e a quale costo finale?».
L’associazione intende approfondire l’effettiva corrispondenza tra i dati dichiarati e la realtà del territorio. «Vogliamo sapere dove si trovano quei 12 chilometri di condotte. Quali strade sono state interessate? Quanti metri sono stati sostituiti in ciascuna zona? Dove sono stati collocati i 44 idranti? Dove sono state sostituite le 360 saracinesche? E soprattutto: queste quantità coincidono con quelle riportate nello Stato Finale e nella documentazione di collaudo?», ha aggiunto Granata.
L’istanza alla Regione Calabria e la verifica dei costi
Per ottenere risposte esaustive, l’associazione richiederà alla Regione Calabria l’accesso a tutta la documentazione contabile e tecnica: dallo Stato Finale completo con allegati al quadro economico definitivo, passando per SAL, registro di contabilità, libretti delle misure, certificati di ultimazione e collaudo, fino agli elaborati “as built” e alle planimetrie finali.
L’analisi riguarderà anche la spesa complessiva sostenuta, per distinguere le somme impiegate per i lavori da quelle destinate a servizi, IVA, incentivi, direzione lavori, collaudi e altre voci.
«Non cerchiamo conclusioni precostituite. Cerchiamo documenti. Quando vengono impiegati milioni di euro di risorse pubbliche per un servizio essenziale come l’acqua, ogni cittadino deve poter sapere quanto è stato pagato, a chi, per fare cosa e dove quell’opera può essere materialmente verificata. Se tutto corrisponde, saranno gli stessi documenti a dimostrarlo», ha concluso Granata.



