HomeAttualitàNuova SS106 Catanzaro-Reggio Calabria: "Quattro corsie...

Nuova SS106 Catanzaro-Reggio Calabria: “Quattro corsie fino allo Stretto e cantieri anche da sud”

Il confronto sulle opzioni progettuali per il completamento della nuova Strada Statale 106 nel tratto compreso tra Catanzaro e Reggio Calabria entra nel vivo del dibattito pubblico regionale. L’analisi dei diversi tracciati proposti sul tavolo ha evidenziato soluzioni eterogenee, alcune delle quali ipotizzano la realizzazione di segmenti con una sola corsia per senso di marcia.

In merito alle prospettive dell’arteria stradale sono intervenuti congiuntamente il Segretario Generale Regionale della FIT CISL Calabria, Sergio Colosimo, e la Segretaria Generale della UST CISL di Reggio Calabria, Nausica Sbarra. Le due sigle sindacali hanno ribadito la necessità di adottare uno standard strutturale uniforme per l’intera dorsale ionica, escludendo riduzioni di carreggiata che potrebbero condizionare la fruibilità dell’opera nei decenni futuri.

«La prima questione, per noi, deve essere posta con assoluta chiarezza: una nuova SS106 destinata a rappresentare per i prossimi decenni la principale dorsale stradale della Calabria jonica non può nascere già con standard differenti lungo il proprio percorso. Riteniamo necessario escludere le soluzioni che prevedano tratti strutturalmente limitati a una corsia per senso di marcia e assumere come obiettivo un’infrastruttura omogenea, a doppia carreggiata e due corsie per senso di marcia fino a Reggio Calabria», hanno affermato i rappresentanti sindacali.

La discussione abbraccia parametri legati alla sicurezza stradale, all’impatto sui territori traversati e ai tempi di percorrenza. Secondo il sindacato, occorre superare la rigida contrapposizione tra opzioni esclusivamente costiere o pedemontane, valutando correttivi e soluzioni intermedie in grado di coniugare sostenibilità e prestazioni.

I sindacati hanno espresso l’esigenza che la fase di consultazione territoriale eviti di trasformarsi in una dinamica di veto o di scontro tra enti locali. «Ora serve una prova di maturità da parte di tutti – hanno proseguito Colosimo e Sbarra – Comuni, Regione, rappresentanze istituzionali, categorie economiche e sociali devono utilizzare questa fase per costruire una posizione capace di guardare all’interesse generale della Calabria. Il confronto territoriale è indispensabile, ma non può trasformarsi in una sommatoria di veti o nella competizione tra singoli territori. Abbiamo già conosciuto, nel dibattito sulle grandi infrastrutture ferroviarie, quanto divisioni e contrapposizioni possano indebolire la capacità della regione di sostenere una strategia unitaria. Sulla SS106 dobbiamo evitare di ripetere quella dinamica».

Copertura finanziaria pluriennale e un nuovo modello per i cantieri da sud

Un altro punto centrale sollevato dalle organizzazioni riguarda l’impianto economico-finanziario e la programmazione temporale dell’intervento, chiedendo garanzie immediate sulle risorse necessarie all’opera completa.

«Chiediamo a Governo e Regione Calabria di lavorare da subito e con la massima intensità affinché venga costruito un quadro finanziario pluriennale capace di garantire la copertura dell’intero intervento, e non soltanto dei primi lotti. La progettazione deve procedere insieme alla programmazione delle risorse. Solo così sarà possibile definire un cronoprogramma credibile e sottrarre un’opera strategica per la Calabria alla logica dell’incertezza finanziaria e delle realizzazioni per segmenti scollegati», hanno evidenziato le segreterie.

Inoltre, FIT CISL Calabria e UST CISL Reggio Calabria hanno sollecitato un mutamento di approccio nella gestione logistica dei cantieri per le opere strategiche del Mezzogiorno, proponendo la partenza dei lavori sia da nord che da sud.

«Dobbiamo avere il coraggio di superare la consuetudine secondo cui le grandi opere vengono cantierizzate esclusivamente procedendo da Nord verso Sud – hanno sottolineato i segretari – per territori come Reggio Calabria questo schema ha troppo spesso significato trovarsi alla fine della programmazione, con il rischio che risorse, tempi o priorità cambino prima che i cantieri arrivino alla parte terminale dell’opera».

L’avvio dei lavori partendo contemporaneamente dall’area reggina consentirebbe di accelerare il collegamento diretto con l’autostrada A2, la città metropolitana e il sistema dello Stretto, garantendo una fruibilità progressiva della rete viaria.

«La nuova SS106 non deve essere considerata semplicemente come il completamento progressivo di una strada esistente. È una delle infrastrutture sulle quali si gioca la possibilità della fascia jonica di recuperare accessibilità, sicurezza e competitività e della Calabria di costruire, insieme al Ponte sullo Stretto, all’Alta Velocità e alle altre grandi opere, un sistema di mobilità realmente unitario. Per questo chiediamo una scelta all’altezza dell’ambizione dichiarata: quattro corsie fino a Reggio Calabria, apertura alla valutazione della migliore alternativa di tracciato, risorse per completare l’intera opera, responsabilità nel confronto e cantieri capaci di partire anche dal Sud. Il territorio non ha bisogno di un’altra infrastruttura da completare un giorno: ha bisogno di sapere quale opera si farà, con quali risorse e secondo quali tempi», hanno concluso Colosimo e Sbarra.