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Svolta per i lavoratori “invisibili” della Sila: la Regione garantisce i fondi per la stabilizzazione

Si apre una prospettiva concreta di superamento del precariato per i lavoratori cosiddetti “Invisibili” di San Giovanni in Fiore e per gli operatori dei Comuni di Longobucco, Bocchigliero e Campana. Al termine del tavolo convocato nella sede della Giunta regionale a Catanzaro per discutere del futuro occupazionale del bacino, la consigliera regionale Rosaria Succurro, esponente della lista “Occhiuto Presidente”, ha fatto il punto sugli esiti dell’incontro.

La Regione Calabria ha confermato la propria disponibilità a garantire la copertura finanziaria necessaria a sostenere le assunzioni a tempo indeterminato. L’onere passa ora alle amministrazioni locali, chiamate ad avviare le procedure amministrative da completare entro il termine del 31 dicembre 2026.

All’incontro istituzionale hanno preso parte gli assessori regionali Giovanni Calabrese, titolare delle deleghe al Lavoro e alle Politiche attive del lavoro, e Gianluca Gallo, con competenze su Forestazione e Aree interne. Alla riunione erano presenti anche la consigliera regionale Filomena Greco e i primi cittadini di San Giovanni in Fiore, Longobucco e Bocchigliero. Il confronto è servito a definire i passaggi operativi per giungere alla definitiva contrattualizzazione delle unità lavorative coinvolte.

“Il confronto di Catanzaro ha confermato la volontà della Regione di portare a compimento il percorso avviato negli anni scorsi”, ha dichiarato la consigliera Rosaria Succurro al termine del tavolo tecnico.

Risorse finanziarie confermate e percorso legislativo dai Tis agli Invisibili

Nel corso della riunione, l’assessore Giovanni Calabrese ha ribadito la sostenibilità economica dell’operazione a carico del bilancio regionale. Con la copertura finanziaria assicurata dalla Giunta, l’iter amministrativo richiede ora l’adozione degli atti propedeutici da parte delle giunte comunali coinvolte.

“Ci sono dunque le condizioni perché i Comuni interessati facciano adesso la loro parte, con gli atti e le procedure di rispettiva competenza. Adesso spetta alle amministrazioni comunali avviare e definire al più presto le procedure necessarie per le assunzioni, da completare necessariamente entro il 31 dicembre 2026”, ha sottolineato Succurro.

La vertenza affonda le radici nel percorso normativo che ha visto l’equiparazione di questo bacino ai Tirocinanti di inclusione sociale (Tis), coordinata a livello nazionale da un emendamento presentato dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro. L’assimilazione giuridica ha permesso di estendere agli “Invisibili” le misure di assorbimento progressivo previste per il precariato storico calabrese.

“Abbiamo sostenuto sin dall’inizio che l’equiparazione ai Tis dovesse servire ad arrivare alla stabilizzazione e oggi si consente ai Comuni di procedere. Il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto ha affrontato il precariato storico con l’obiettivo di chiudere bacini che la Calabria si trascina da anni. È stato fatto con i Tis ed è la strada che dobbiamo percorrere anche per gli ‘Invisibili’. A San Giovanni in Fiore e negli altri Comuni interessati ci sono lavoratori e famiglie che aspettano da troppo tempo. Ora bisogna completare il percorso”, ha concluso la consigliera regionale.