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Metropolitana di Catanzaro tra ritardi e disagi: Linee B e C ancora al palo

A distanza di diversi mesi dall’avvio della prima fase di esercizio della nuova metropolitana di Catanzaro, il quadro complessivo dell’opera continua a sollevare forti perplessità e troppi interrogativi rimasti privi di risposta. Se da un lato l’infrastruttura veniva annunciata come una svolta epocale per la mobilità urbana del capoluogo calabrese, dall’altro la cittadinanza si trova tuttora a fare i conti con un servizio parziale, incompleto e contrassegnato da notevoli criticità gestionali.

Il malcontento diffuso e le carenze strutturali dell’opera sono stati riassunti in una presa di posizione dell’associazione culturale “Petrusinu Ogni Minestra”, che ha evidenziato come l’infrastruttura stia attualmente funzionando al di sotto delle reali esigenze della popolazione locale, con un impatto pesante sulla vita quotidiana di studenti e lavoratori.

Gli interrogativi su Linea B, Linea C e sulla viabilità al buio

Al centro del dibattito vi è la mancata attivazione della rete nella sua interezza. “Chiediamo con decisione al progettista l’ing. Angotti, alle istituzioni competenti e ai vertici di Ferrovie della Calabria di fare chiarezza sul motivo per cui le Linee B e C non siano ancora entrate in esercizio”, sottolineano dall’associazione culturale “Petrusinu Ogni Minestra”, ponendo l’accento in particolare sulla Linea C e chiedendosi se vi siano problematiche tecniche a impedirne l’avvio.

Un altro nodo irriselto riguarda la viabilità d’accesso alle stazioni. Le strade di collegamento, infatti, risultano realizzate ma prive di impianti di pubblica illuminazione, circostanza che ne sta bloccando l’apertura: “È forse per questo motivo che sono ancora chiuse nonostante i lavori siano stati conclusi da diverso tempo?”, viene evidenziato dalla nota.

Disagi per gli studenti e degrado per le stazioni storiche

L’attivazione della sola Linea A per entrambi i sensi di marcia impone passaggi con frequenze ridotte, pari ad almeno un’ora di attesa in ogni stazione. Questa limitazione condiziona negativamente i flussi dei viaggiatori. Tra i più penalizzati figurano studenti e docenti che dalle zone a sud della città devono raggiungere gli istituti del centro: le uniche corse disponibili da Lido sono fissate alle ore 7,15 e 8,30, mentre i rientri dalla Stazione di Piazza Matteotti – Tribunale avvengono alle 14,19 e 15,21. Con una capienza limitata a circa 100 passeggeri per convoglio, molti utenti rimangono a terra, affrontando attese estenuanti.

Accanto alle difficoltà di trasporto si registra una carente manutenzione degli spazi esterni, con aiuole lasciate incolte e sommerse dalle erbacce. Desta preoccupazione anche la situazione degli impianti storici di Pratica, via Milano e Piazza Matteotti, che versano in uno stato di evidente degrado. “Ci si chiede come mai tali fermate non siano state minimamente inserite in un piano prioritario di restyling e riqualificazione contestuale ai lavori della nuova infrastruttura che potrebbe essere fondamentale anche a rendere pedonale e più vivibile il centro storico della città”, conclude la nota dell’associazione.