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Ticket sanitari Calabria, Madeo: “Siamo i più cari d’Italia. E le prestazioni? Spesso sono indisponibili”

Pagare di più per ottenere di meno, trovandosi spesso di fronte all’impossibilità di prenotare una visita o un esame in tutto il territorio regionale. La situazione della sanità in Calabria evidenzia criticità strutturali profonde che si riflettono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, costretti a fare i conti con tempi di attesa prolungati e costi elevati.

Un primato sui costi e tempi di attesa interminabili

Sull’onda degli aumenti nazionali, la Calabria fa registrare il tetto massimo più alto per il ticket sanitario, raggiungendo i 45 euro a fronte di una media nazionale pari a 36 euro. A questo incremento economico non corrisponde tuttavia un miglioramento dell’offerta pubblica: per esami diagnostici non invasivi di routine occorrono dai sei mesi ai due anni di attesa, quando non viene comunicata l’assoluta indisponibilità della prestazione nell’intero raggio regionale.

Le difficoltà legate alla carenza di trasporti e infrastrutture territoriali accentuano il disagio per gli utenti. In questo scenario, mentre il settore pubblico arretra, si assiste all’avanzata della sanità privata. Chi dispone delle risorse finanziarie necessarie sceglie di rivolgersi ai privati per ottenere prestazioni in tempi rapidi; chi non ha le disponibilità economiche sufficienti si trova costretto a rinunciare alla prevenzione e alle cure, un fenomeno che in Calabria supera le medie nazionali.

Livelli essenziali di assistenza e autonomia differenziata

I dati collocano la regione all’ultimo posto nei livelli essenziali di assistenza (LEA), con una mobilità passiva che genera un flusso d’uscita superiore ai 300 milioni di euro per il turismo sanitario verso altre regioni italiane.

Le polemiche investono anche la gestione politica e istituzionale del settore sanità. Come sottolineato dall’Avv. Rosellina Madeo, Vicepresidente della Commissione Sanità: «I dati ostinati vadano letti in un’ottica oggettiva, perché solo affrontando le criticità con un approccio scientifico è possibile trovare soluzioni concrete a lungo termine». Il quadro complessivo solleva forti perplessità anche in merito alle scelte programmatiche recenti, tra cui la sottoscrizione delle pre-intese relative all’autonomia differenziata da parte della presidenza regionale, in un contesto strutturale che richiede interventi urgenti e responsabilità gestionali per garantire il fondamentale diritto alla salute.