La Cgil Calabria interviene sulla mobilitazione dei lavoratori della terra, da giorni in presidio lungo le principali arterie stradali della regione per dare voce a uno stato di profonda esasperazione. Il sindacato esprime vicinanza e rispetto nei confronti delle famiglie e delle aziende coinvolte, sottolineando come le difficoltà attuali abbiano compromesso la dignità di un intero settore.
Le ragioni della crisi e l’impatto sui produttori
I rincari dell’energia e del carburante, uniti alla percezione di un disinteresse istituzionale, hanno soffocato le imprese locali. Molti produttori si trovano costretti a cedere i propri prodotti a prezzi bassissimi, a fronte di un costo finale al consumo sulle scaffalature dei mercati nettamente elevato. La problematica va oltre la sola questione del carburante e abbraccia la crescita complessiva dei costi di produzione, la pressione della concorrenza estera e le quotazioni riconosciute alla produzione locale.
Il problema principale risiede nello squilibrio tra le spese operative sostenute dalle aziende agricole e i ricavi effettivi derivanti dalle vendite, un divario economico che minaccia la tenuta operativa delle attività della regione.
Le richieste per il settore e le prossime mobilitazioni
Di fronte a questo scenario, la Cgil Calabria rigetta l’adozione di misure provvisorie o tampone, ritenute inefficaci per il superamento della crisi. Viene invece sollecitato un piano di investimenti strutturali e mirati, volti ad abbattere i costi di gestione e a offrire un reale supporto ai lavoratori.
Il sindacato chiede inoltre una revisione nella destinazione delle risorse pubbliche, sollecitando l’interruzione dei finanziamenti alla spesa militare per indirizzare i fondi verso il sostegno a famiglie, giovani, disoccupati e pensionati. Per dare seguito a queste istanze, la Cgil Calabria conferma la partecipazione alla manifestazione nazionale prevista a Roma il 17 ottobre e annuncia una giornata di mobilitazione regionale programmata per il 14 novembre.



