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Occhiuto (FI) contro il campo largo: «Renzi, cosa ci fai con Schlein e Conte?»

Il dibattito politico attorno al posizionamento dell’area centro-riformista si arricchisce di un nuovo capitolo. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, interviene con decisione in replica alle recenti dichiarazioni di Matteo Renzi, ribaltando la prospettiva e lanciando un appello diretto al leader di Italia Viva e alle forze liberali.

La difesa del centrodestra: «Nessun sovranismo, coalizione moderna»

Occhiuto premette di nutrire stima personale per Renzi, ma ne boccia senza appello la lettura del quadro politico attuale:

«Sbaglia completamente l’analisi dell’attuale scenario politico. Il centrodestra di governo di questi anni, guidato da Giorgia Meloni, non ha nulla a che vedere con il sovranismo. È una coalizione moderna, che ha una chiara collocazione europeista e atlantica, che ha tenuto i conti pubblici in ordine e che ha saputo ritagliare per l’Italia un ruolo internazionale di primissimo piano.»

Il quesito a Renzi: «Cosa ci fai in un’alleanza Schlein-Conte?»

L’appello di Renzi ai riformisti azzurri viene restituito al mittente. Secondo il governatore calabrese, è l’opposizione guidata da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle a rappresentare un ambiente estraneo alle istanze liberali ed europeiste.

«Ascoltando l’appello del leader di Italia Viva ai riformisti di Forza Italia, mi verrebbe da ribaltare la domanda: che mai dovrebbero farci riformisti e liberali in una coalizione a guida Schlein e Conte? Guardando alla realtà del cosiddetto campo largo, vedo una sinistra radicale che mette in discussione il sostegno all’Ucraina, che parla di nuove tasse e patrimoniali, che promuove assistenzialismo e statalismo, che assume posizioni quanto meno ambigue su Israele e che troppo spesso sembra avere come principale bersaglio politico gli Stati Uniti.»

L’invito ai riformisti: «La vostra casa naturale è nel centrodestra»

Rivolgendosi direttamente al fondatore di Italia Viva, Occhiuto individua un rischio di irrilevanza per l’area di centro nel campo progressista e apre le porte della maggioranza ad esponenti liberali e terzopolisti:

«Caro Renzi, forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro. Se sei ancora il Renzi che anni fa provò a cambiare profondamente il Partito Democratico, quello della rottamazione, del riformismo e della vocazione maggioritaria, dovresti spiegare ai tuoi interlocutori che in quel campo rischiate di essere minoranza tra le minoranze, non certo protagonisti di una stagione riformista. Io, al contrario, esponenti come Renzi, Boschi, Calenda e Marattin li vorrei nel centrodestra, dentro la nostra coalizione, perché è qui che possono trovare spazio e forza le idee in cui hanno creduto: meno tasse, più libertà, più diritti civili, più attenzione alle imprese, ai giovani e a chi vuole costruire e intraprendere.»

La visione di futuro per il centrodestra

In conclusione, il vicesegretario azzurro traccia la rotta strategica per l’azione di governo e l’evoluzione della coalizione:

«Il nostro compito è rendere il centrodestra sempre più moderno, liberale, riformista ed europeista. Non abbiamo bisogno di tornare indietro, ma di avere il coraggio di guardare avanti: meno sussidi a pioggia e più opportunità; meno Stato che distribuisce risorse e più Stato che crea le condizioni perché persone e imprese possano crescere. Credo che molti riformisti, anche quelli che oggi militano dall’altra parte, sappiano perfettamente da quale parte sia più naturale affrontare questa sfida.»