I 15 milioni di euro annunciati dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per contenere l’impatto del caro carburante costituiscono un primo passo, ma restano insufficienti per rispondere pienamente alle necessità del trasporto merci. Questa la linea espressa da Fedralog Calabria, che ha ribadito la conferma della manifestazione degli autotrasportatori programmata per la giornata del 5 ottobre davanti alla Cittadella regionale di Catanzaro, con presidio a partire dalle ore sette.
La mobilitazione coincide con l’approdo della misura in Consiglio regionale. Il piano illustrato dal governatore prevede uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro orientato al sostegno di famiglie, imprese e lavoratori colpiti dai rincari del gasolio.
I dubbi di Fedralog sulle modalità di ripartizione
Nonostante la misura rappresenti una prima risposta, l’associazione di categoria sollecita chiarimenti circa l’effettiva operatività dei fondi e la quota riservata in modo specifico al settore dei trasporti.
«Prendiamo atto positivamente dell’annuncio dei 15 milioni – dichiara Mario Pansini di Fedralog Calabria – ma oggi non conosciamo ancora nel dettaglio quanto di queste risorse sarà effettivamente destinato all’autotrasporto, quali saranno i criteri di assegnazione, i beneficiari, i tempi e soprattutto quale sarà il sostegno concreto che arriverà alle singole imprese».
La presenza dinanzi alla sede della Regione non viene configurata come un’opposizione all’intervento economico, ma come una richiesta formale per accelerare la conversione degli annunci in provvedimenti fruibili e definiti.
«Lo stanziamento annunciato non deve rappresentare un punto di arrivo, ma un punto di partenza. È proprio adesso che dobbiamo spingere di più, attraverso un confronto serio con le istituzioni, affinché alle imprese dell’autotrasporto vengano date risposte concrete e adeguate alla situazione che stanno affrontando».
Una crisi strutturale per l’autotrasporto calabrese
Le motivazioni della protesta affondano le radici in una sofferenza finanziaria protratta nel tempo. Il comparto segnala da diversi mesi l’aggravamento dei costi gestionali, in cui l’aumento del prezzo del gasolio si somma alle spese legate al personale, alle coperture assicurative, ai pedaggi, alle manutenzioni e agli oneri finanziari per il rinnovo dei mezzi.
Tale quadro contabile ha generato una contrazione della liquidità aziendale che mette a rischio la continuità dei servizi di movimentazione merci sul territorio.
«Non chiediamo privilegi – prosegue Pansini – chiediamo che venga riconosciuto il ruolo fondamentale dell’autotrasporto nell’economia regionale. Dietro ogni camion ci sono un’impresa, lavoratori e famiglie. E ci sono aziende che ogni giorno devono sostenere costi sempre più pesanti per continuare a garantire la movimentazione delle merci».
Svolgimento del presidio e prospettive del fermo regionale
La manifestazione di Catanzaro si articola garantendo la regolarità della viabilità, evitando blocchi stradali e operando nel pieno rispetto delle disposizioni di pubblica sicurezza. L’obiettivo prioritario resta l’apertura di un tavolo istituzionale diretto.
«Lunedì vogliamo incontrare le istituzioni e capire concretamente cosa verrà fatto per il nostro settore. I 15 milioni sono un segnale, ma adesso servono chiarezza, tempi certi e misure realmente efficaci. La nostra mobilitazione continua perché riteniamo che questo sia il momento di spingere ancora di più per ottenere risultati concreti per le imprese calabresi».
Permane nel calendario della federazione la data del 9 ottobre, indicata per la proclamazione del fermo regionale delle attività di trasporto.
L’estensione delle proteste al comparto agricolo
Parallelamente alle iniziative di Fedralog, la pressione legata all’aumento dei costi energetici ha generato manifestazioni diffuse in diversi territori della regione, estendendosi al settore agricolo e zootecnico.
Presso lo svincolo dell’A2 di Pizzo, nel Vibonese, i mezzi agricoli hanno presidiato l’accesso autostradale, in una situazione poi canalizzata dal dialogo con le forze dell’ordine senza occupazione delle carreggiate. Ulteriori punti di presidio si sono registrati nel Cosentino, a Spezzano Albanese e San Marco Argentano.
A Davoli, lungo il versante ionico catanzarese, si sono verificate le contrazioni maggiori alla circolazione stradale, con un blocco protrattosi per quattro giornate e sciolto nella serata di domenica a seguito della comunicazione sui 15 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale.



