L’integrazione tra istruzione, formazione e politiche attive del lavoro in Calabria registra un nuovo progresso grazie all’introduzione di procedure uniformi per la presa in carico dei minori stranieri da parte dei Centri per l’Impiego e per l’accesso ai servizi del collocamento mirato.
L’intervento nasce con l’intento di superare gli ostacoli procedurali che limitano l’accesso ai servizi, delineando un percorso strutturato rivolto ad autonomia e inserimento lavorativo. La misura offre continuità al Protocollo d’intesa firmato lo scorso 30 luglio con l’Ufficio scolastico regionale per connettere i Centri per l’Impiego e i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).
Le dichiarazioni dei promotori e gli obiettivi dell’intervento
Sull’iniziativa è intervenuto l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese: «Con questo intervento trasformiamo un principio di inclusione in una possibilità concreta. Vogliamo che anche i minori stranieri possano essere accompagnati, nel rispetto delle regole, verso percorsi di formazione, orientamento, autonomia e lavoro. Il nostro obiettivo è fare in modo che le procedure garantiscano i diritti e non diventino barriere, costruendo opportunità reali di integrazione».
Il direttore generale del Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive, Fortunato Varone, ha espresso la posizione delle istituzioni sul tema della documentazione scolastica: «Abbiamo voluto affrontare un problema molto concreto partendo da un principio semplice: una difficoltà amministrativa non può trasformarsi in una barriera all’inclusione. Con le nuove istruzioni rendiamo le procedure più chiare e uniformi e definiamo con precisione le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Ma soprattutto colleghiamo scuola, formazione e servizi per il lavoro in un unico percorso. L’inclusione diventa realmente efficace quando, accanto alla tutela, riusciamo a costruire strumenti che accompagnino progressivamente questi ragazzi verso autonomia, competenze e lavoro».
Sul ruolo dei servizi sul territorio, il dirigente del Settore Rete dei Centri per l’Impiego, Servizi al Lavoro e Collocamento Mirato, Sergio Tassone, ha precisato: «Con queste indicazioni mettiamo a disposizione dei Centri per l’Impiego strumenti operativi chiari e condivisi. L’obiettivo è garantire modalità di presa in carico omogenee sull’intero territorio regionale e rafforzare concretamente il collegamento tra istruzione, formazione e politiche attive del lavoro, accompagnando ogni ragazzo verso il percorso più adeguato».
Procedura operativa e prossimi passaggi attuativi
Le indicazioni operative stabiliscono i compiti dei soggetti coinvolti: al Centro per l’Impiego spetta l’accertamento dell’età del minore mediante permesso di soggiorno o documento equipollente, escludendo la verifica diretta dell’assolvimento dell’obbligo scolastico da parte del CPI. Per i minori inseriti nei sistemi di accoglienza, il Centro verifica il formale inserimento nel percorso previsto, individuando i documenti per il rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) e l’attestazione dell’iscrizione a percorsi scolastici o di Istruzione e Formazione Professionale. L’accesso ai servizi è stabilito in via generale al compimento dei 16 anni per il rilascio della DID e la stipula del Patto di servizio, con il coinvolgimento dei genitori o tutori per i minori accompagnati.
L’operatività del modello prevede la nomina di referenti dedicati presso i Centri per l’Impiego, la pubblicazione della modulistica sul sito istituzionale e la predisposizione di sezioni sul Sistema Informativo Lavoro (SIL).



