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Morte di Edison Malaj, il Gup di Castrovillari ammette la Fillea Cgil tra le parti civili

Nel corso dell’udienza preliminare tenutasi presso il Tribunale di Castrovillari, il Gup Carmen Lodovica Bruno ha ammesso la costituzione di parte civile della Fillea Cgil provinciale Cosenza Pollino nell’ambito del procedimento sulla scomparsa di Edison Malaj. L’operaio ha perso la vita il 16 febbraio 2024 all’interno di un cantiere situato nel comune di Frascineto, travolto e schiacciato dal crollo di pesanti lastre di cemento. La decisione è giunta al termine dell’udienza in cui il giudice si è riservato la decisione sul rinvio a giudizio.

L’organizzazione sindacale è stata rappresentata dall’avvocato Antonio Formisano del foro di Roma. Il legale ha spiegato che «il Tribunale di Castrovillari ha riconosciuto il diritto dell’organizzazione sindacale alla costituzione di parte civile in quanto l’infortunio mortale di Edison Malaj ha leso il diritto del sindacato a perseguire la tutela della salute del lavoratore sul posto di lavoro, diritto espressamente previsto nelle finalità statutarie della Fillea Cgil Cosenza, arrecando così un danno diretto alla stessa organizzazione».

Il sit-in dei familiari e le testimonianze davanti al tribunale

L’ammissibilità della richiesta è arrivata a margine di un presidio organizzato nella stessa mattinata dai rappresentanti del sindacato insieme ai familiari della vittima: la moglie Silvana e i figli Sara e Gabriele. Durante il sit-in, i congiunti dell’operaio hanno espresso il proprio dolore e la richiesta di accertamento dei fatti.

Sara Malaj ha affidato le proprie considerazioni al presidio all’esterno della struttura giudiziaria: «Siamo qui con la speranza di avere finalmente giustizia, una giustizia che in più di trenta mesi non abbiamo ancora ottenuto. Siamo qui per lottare e far sì che quello che è successo a mio padre non accada mai più a nessun altro. Papà era una persona meravigliosa; noi figli avremmo dato la vita per lui. Questa tragedia ha sconvolto completamente la nostra esistenza, ma abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre forze per lottare. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da chi ci crede davvero. Ringraziamo la Fillea Cgil per esserci sempre stata a fianco: noi ci crediamo e non vogliamo essere lasciati soli».

Al ricordo della ragazza si è aggiunto quello del fratello, Gabriele Malaj: «Di mio padre ho un ricordo stupendo, era una persona genuina. Purtroppo è rimasto vittima di un sistema spietato che ogni giorno miete un numero inaccettabile di vite. Siamo qui oggi, insieme alla nostra famiglia, per chiedere semplicemente ciò che ci spetta: giustizia».

Le richieste del sindacato per le tutele nei processi sul lavoro

Presente alla manifestazione anche la dirigenza della Fillea Cgil provinciale Cosenza Pollino, con il segretario generale Giuseppe De Lorenzo, che ha sottolineato la necessità di interventi normativi specifici a tutela dei parenti delle vittime e della sicurezza nei cantieri.

«Siamo qui per supportare la famiglia Malaj nel seguire un procedimento che sta muovendo ancora i primi passi. Assistere le famiglie delle vittime è per noi un compito e un dovere preciso. Vogliamo che questo diritto venga esteso a tutti: chi muore lavorando deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come “vittima del dovere”», ha dichiarato Giuseppe De Lorenzo. Il segretario ha poi aggiunto: «È necessario mettere le famiglie nelle condizioni di affrontare i processi senza l’incubo dei costi legali, estendendo le garanzie del gratuito patrocinio. Serve una Procura Nazionale sul Lavoro, concepita sul modello della Procura Antimafia, e stiamo seguendo un percorso parlamentare affinché questi strumenti diventino realtà. Inoltre, chiediamo l’introduzione immediata del danno provvisionale: chi perde un familiare non può attendere i tempi biblici della giustizia per ottenere un ristoro economico».