Il rapporto diffuso dall’Istat sui rifiuti urbani nel 2024 delinea un quadro nazionale in movimento, caratterizzato da una generale ripresa della produzione di immondizia e da performance a macchia di leopardo sul fronte del riciclo. Se regioni come il Veneto, la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna guidano la classifica per volumi prodotti e alte percentuali di recupero, il Mezzogiorno fa i conti con frenate persistenti.
La Calabria si colloca tra le aree con minore produzione di rifiuti urbani pro capite, attestandosi sui 403,8 kg per abitante, ma fallisce il superamento del target di legge fissato al 65%. Nella graduatoria regionale sulla quota di raccolta differenziata, infatti, la regione si ferma al 57,5%, occupando i bassifondi della classifica nazionale insieme a Liguria (59,6%), Campania (58,1%), Lazio (56,2%) e Sicilia (55,5%). Nonostante una tendenza generale alla crescita dei comportamenti virtuosi in gran parte d’Italia, l’infrastrutturazione del ciclo dei rifiuti calabrese continua a mostrare criticità strutturali che penalizzano il risultato complessivo.
Le criticità dei centri urbani e la flessione di Reggio Calabria
La situazione si fa ancora più complessa se si analizzano i dati relativi ai comuni capoluogo, dove la gestione dei grandi volumi d’utenza continua a frenare i traguardi ambientali. In Italia la quota di differenziata nei capoluoghi si ferma al 58,4%, rimanendo di 9,3 punti percentuali sotto la media nazionale, con un divario marcato tra le aree provinciali e i grandi centri urbani del Sud.
In questo scenario, Reggio Calabria fa registrare un preoccupante passo indietro. Il capoluogo dello Stretto scende al 36,8% di raccolta differenziata, perdendo 5,3 punti percentuali rispetto al 2023 e posizionandosi tra le peggiori performance d’Italia insieme a Catania e Palermo. Una criticità che incide pesantemente sulla media calabrese e mette in luce le difficoltà operative dei grandi agglomerati urbani nell’intercettare e gestire correttamente i flussi dei materiali.
L’avanzamento di Vibo Valentia e i segnali dal territorio
Nonostante le difficoltà strutturali e i dati negativi delle grandi città, dal territorio calabrese emergono anche storie di straordinaria eccellenza che dimostrano la fattibilità del cambiamento. Tra i dati più rilevanti diffusi dall’Istat spicca infatti il boom virtuoso di Vibo Valentia.
Il capoluogo vibonese compie un balzo in avanti formidabile, passando dal 57,8% al 70,2% di raccolta differenziata nel corso del 2024. Un traguardo che non solo permette alla città di superare ampiamente il target di legge del 65%, ma la incorona tra le realtà più dinamiche e positive dell’intero Mezzogiorno nel recupero dei materiali, affiancandosi ad altre best practice meridionali come Enna e Matera. Un segnale concreto di come efficienza organizzativa e risposte civiche possano invertire la rotta anche nei contesti più complessi.



