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Vandalizzata a Milano la scritta dedicata a Lea Garofalo in piazza Prealpi

La scritta in memoria di Lea Garofalo, la testimone di giustizia assassinata dalla ’ndrangheta nel 2009, è stata nuovamente sfregiata a Milano. Nel quartiere dove si è consumata parte della vicenda giudiziaria e umana della donna, l’espressione “Vedo, sento, parlo come Lea”, situata in piazza Prealpi, è stata alterata con vernice spray fino a diventare “Non vedo, non sento, non parlo come Leao”. Un gesto del quale, al momento, non si conoscono gli autori.

La denuncia e il ricordo del quartiere

L’episodio è stato reso noto dal consigliere comunale del Partito Democratico Alessandro Giungi, che ha espresso sdegno per l’accaduto attraverso i propri canali social. Giungi ha richiamato l’attenzione sulla forte carica simbolica del luogo scelto per l’omaggio. Piazza Prealpi è infatti legata alla storia di Lea Garofalo: proprio lì affacciava l’appartamento in cui la donna fu uccisa per mano dell’organizzazione criminale e su mandato dell’ex compagno Carlo Cosco.

Un doloroso legame con la storia familiare

Il commento di Giungi ha sottolineato la gravità del gesto anche in relazione alle recenti vicende che hanno colpito la famiglia. “In Piazza Prealpi hanno di nuovo vandalizzato la scritta dedicata a Lea Garofalo”, ha dichiarato il consigliere, aggiungendo che “dopo quello che è successo a Denise, se possibile, è ancora più orribile e doloroso”.

Dalla scelta di giustizia alla fine di Denise Cosco

Lea Garofalo, originaria di Petilia Policastro, aveva scelto nel 2002 di testimoniare di fronte alla magistratura per allontanarsi e proteggere la figlia Denise dal contesto di criminalità organizzata nel quale era cresciuta. Attirata a Milano nel novembre del 2009 con la scusa di definire il futuro della giovane, Garofalo venne sequestrata e uccisa il 24 novembre di quell’anno.

Recentemente la storia si è arricchita di un ulteriore dramma con la scomparsa di Denise Cosco, deceduta all’età di 35 anni, la medesima età in cui venne strappata alla vita sua madre.

Le indagini sull’atto vandalico

Gli accertamenti e le verifiche sull’episodio restano aperti. Non sono stati ancora individuati i responsabili del danneggiamento realizzato con la bomboletta spray, e le circostanze dell’atto vandalico restano da chiarire. La frase alterata costituisce da tempo un presidio di memoria sulla decisione della donna di opporsi alla criminalità e collaborare con le istituzioni.