Una presa di posizione netta in difesa dell’ambiente, del paesaggio e delle economie locali legati al turismo sostenibile. Pippo Callipo interviene con decisione nell’ambito della protesta promossa da diverse realtà associative della regione, chiedendo stop all’autorizzazione di nuove pale eoliche sui crinali montani.
Un appello per proteggere il patrimonio naturale e il turismo lento
La mobilitazione vede in prima fila associazioni come Italia Nostra Calabria, Coordinamento Regionale Controvento, Movimento Terra e Libertà Calabria, con il supporto attivo di Kalabria Trekking e Kalabria Eco ETS, affiancate dai sindaci del territorio. L’obiettivo condiviso rivolto alla Regione Calabria è l’interruzione dell’iter autorizzativo per i grandi impianti industriali e la parallela promozione delle Comunità Energetiche locali.
Tra i principali motivi di preoccupazione figura il potenziale impatto sulle rotte escursionistiche e naturalistiche. “Esprimo il mio sostegno alla mobilitazione promossa dalle associazioni ambientaliste calabresi Italia Nostra Calabria, Coordinamento Regionale Controvento, Movimento Terra e Libertà Calabria, sostenuta attivamente da Kalabria Trekking e Kalabria Eco ETS che, in sinergia con i sindaci del comprensorio e le realtà associative territoriali, ha inviato un appello alla Regione Calabria per chiedere che i nuovi impianti, a partire dai grandi parchi eolici industriali sui crinali, non vengano autorizzati, tutelando il territorio e finanziando le Comunità Energetiche locali”, sottolinea Callipo.
Al centro del dibattito si colloca in particolare l’integrità del percorso escursionistico noto a livello nazionale. “La scelta di realizzare questo impianto eolico industriale sui crinali comprometterebbe e cambierebbe radicalmente l’essenza stessa del cammino ‘Kalabria Coast to Coast’, danneggiando di conseguenza tutte le attività connesse di turismo lento e accoglienza nate nei borghi”, prosegue l’imprenditore. “La connessione con il territorio è basilare, il cammino include infatti, da quest’anno, il bosco della Gigliara, un’area entrata in questo percorso virtuoso grazie al lavoro di valorizzazione ambientale e culturale svolto in questi anni da Kalabria Eco ETS”.
Verso una transizione energetica partecipata e rispettosa dei territori
Il dibattito non riguarda la contrarietà di principio alle fonti pulite, quanto le modalità e la pianificazione degli interventi. La Calabria versa già una quota consistente di risorse energetiche a beneficio del fabbisogno nazionale, ponendo interrogativi sulla sostenibilità di ulteriori trasformazioni invasive del suolo.
“Naturalmente non sono contrario alle energie rinnovabili ma credo che la transizione energetica debba anche essere rispettosa dei territori e capace di creare benefici, benessere ed opportunità per le comunità che li abitano”, evidenzia la nota stilata da Callipo. “Come sappiamo la Calabria produce già una grande quantità di energia per il sistema nazionale. Per questo è legittimo chiedersi: quanto ancora devono essere trasformati i nostri territori e, soprattutto, cosa ne ricavano concretamente le comunità locali? La Calabria non può continuare ad essere considerata soltanto un luogo dove produrre energia”.
La proposta scaturita dalla protesta guarda a soluzioni di pianificazione più eque, indirizzando le installazioni su zone già urbanizzate o compromesse. “Per questo condivido la richiesta di una pianificazione che privileged aree già urbanizzate evitando di consumare nuovo territorio e prestando particolare attenzione ai luoghi di maggiore valore paesaggistico, naturalistico e agricolo”, conclude l’esponente vibonese. “Credo inoltre che le comunità debbano essere coinvolte nelle decisioni che riguardano il futuro dei loro territori e non essere semplicemente chiamate ad accettarne passivamente le conseguenze. Per queste ragioni aderisco all’appello e sostengo la mobilitazione delle associazioni, degli amministratori e dei cittadini che chiedono una transizione energetica più equilibrata, partecipata e rispettosa del patrimonio della Calabria”.



