Un tentativo di riscuotere una maxi vincita con un biglietto alterato si è trasformato in un procedimento giudiziario. Un uomo di cinquant’anni residente nella provincia di Cosenza si trova a processo davanti al tribunale monocratico di Roma con l’accusa di tentata truffa, dopo essersi presentato negli uffici preposti per richiedere un premio di oltre dieci milioni di euro.
Le verifiche della società e le anomalie riscontrate
La vicenda risale al 22 agosto 2019, data in cui l’uomo ha raggiunto la sede dell’Ufficio premi di Lotterie nazionali srl, situata in viale del Campo Boario a Roma. Il cinquantenne ha esibito un tagliando della serie “Il Miliardario Maxi”, sostenendo di aver vinto la somma di 10.000.540 euro. Durante i controlli di routine previsti per la validazione dei premi, gli addetti alla struttura hanno rilevato discrepanze nel documento di gioco.
Le indagini e il rinvio a giudizio
Le successive verifiche tecniche sul tagliando hanno rivelato l’irregolarità della combinazione. Nella denuncia prodotta dalla società viene evidenziato come il «biglietto riportava alcune anomalie» e come, nella sua versione originale, il tagliando non fosse associato ad alcuna vincita. Dalle analisi è emerso che il documento era il risultato dell’unione di due biglietti distinti. A confermare il sospetto di alterazione è stato anche la cifra richiesta per il riscatto: «Quella vincita non è neppure prevista tra i premi totali realizzabili dalla lotteria». Gli elementi raccolti hanno dato l’avvio agli accertamenti investigativi che sono sfociati nel rinvio a giudizio per l’uomo.



