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Strada Statale 106, il grido d’allarme di “Basta Vittime”: «95 morti in dieci anni, ora la quattro corsie»

Una nuova arteria a quattro corsie, con due corsie per senso di marcia e uno spartitraffico centrale continuo, per garantire la sicurezza degli automobilisti e spezzare l’isolamento della fascia ionica calabrese. L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha presentato formalmente ad ANAS S.p.A. il proprio documento di osservazioni nell’ambito del Dibattito Pubblico sull’ammodernamento della S.S. 106 Jonica, per il tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro (intervento CZ392). La proposta, formulata ai sensi dell’articolo 40 e dell’Allegato I.6 del Decreto Legislativo 36/2023, nasce da un’analisi coordinata dal Comitato Scientifico dell’associazione e guidata dal Direttore Operativo, l’ingegner Fabio Pugliese.

L’impatto degli incidenti: 95 vittime in dieci anni

L’analisi dell’Organizzazione evidenzia una situazione d’emergenza legata alla mortalità stradale. Nel periodo compreso tra il 2016 e il 2025, lungo i 180 chilometri della Statale 106 che separano Catanzaro da Reggio Calabria, si sono registrati 95 decessi, con una media di 9,5 vittime all’anno e un valore pari a un morto ogni 1,89 chilometri. Il dato anagrafico mostra come 33 delle persone decedute, pari al 34,7% del totale, avessero un’età compresa tra 15 e 29 anni, mentre l’età media complessiva si attesta su 47,7 anni.

I rilievi forniti da ANAS indicano che i flussi di traffico su diversi tratti si mantengono attorno ai 10.000 veicoli al giorno, scendendo fino a 4.000-5.000 transiti giornalieri tra le località di Brancaleone e Camini. L’associazione sottolinea come la gravità del bilancio delle vittime persista anche in presenza di volumi di circolazione contenuti, legati allo spopolamento dell’area, elemento che non deve giustificare riduzioni negli investimenti per le infrastrutture.

I limiti della viabilità attuale e la proposta di una strada di Categoria B

La configurazione della viabilità presenta criticità legate alla presenza della carreggiata unica, all’assenza di barriere di separazione tra le corsie, agli accessi diretti e all’attraversamento dei centri abitati. Sulla base delle rilevazioni, il 28% del tracciato prevede un limite di velocità fissato a 50 km/h, il 52% presenta un limite di 70 km/h e solo il restante 20%, relativo alle sezioni già ammodernati, consente di raggiungere i 90 km/h.

I dati riportati nel Dossier ANAS mostrano che la metà degli incidenti mortali è dovuta a scontro frontale o fronto-laterale. Per contrastare la dinamica dell’invasione della corsia opposta, l’O.d.V. richiede la realizzazione di una strada extraurbana principale di Categoria B, in conformità con il D.M. 5 novembre 2001, dotata di spartitraffico centrale.

Le ricadute sul sistema socioeconomico e il percorso istituzionale

Oltre ai profili della sicurezza stradale, il documento analizza l’impatto dell’infrastruttura sul contesto economico della fascia ionica meridionale, segnata da un calo demografico e da difficoltà di collegamento con i servizi essenziali. L’adeguamento dell’arteria intende agevolare il raggiungimento delle strutture ospedaliere, contenere i tempi di spostamento e sostenere le attività commerciali, agricole, industriali e turistiche della zona.

L’Organizzazione ha espresso apprezzamento nei confronti del Governo nazionale e della Regione Calabria per l’inserimento dell’opera nel Contratto di Programma ANAS-MIT, chiedendo il completamento delle fasi amministrative per giungere alla realizzazione dell’opera a quattro corsie.