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Nubifragi in Calabria, Possibile: «Non possiamo solo rincorrere le emergenze. Serve prevenzione strutturale»

L’ondata di eccezionale maltempo che nella notte ha devastato la provincia di Reggio Calabria, scagliandosi con particolare violenza su Melito di Porto Salvo, riaccende il dibattito sulla vulnerabilità idrogeologica del territorio calabrese. Allagamenti, fango, crolli stradali e ingenti danni materiali tornano a mostrare la fragilità di un’area ciclicamente colpita da eventi meteorologici sempre più estremi.

Sulla vicenda sono intervenute con una nota congiunta Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e Silvia Giandoriggio, portavoce locale del partito in Calabria, lanciando un duro monito alle istituzioni e chiedendo un cambio di passo radicale nelle politiche di gestione del territorio.

«La crisi climatica non è un’eccezione»

«Quanto successo durante la notte a Melito di Porto Salvo ci ricorda quanto siamo impreparati ad affrontare eventi meteorologici sempre più intensi e quanto continuiamo a sottovalutare gli effetti del cambiamento climatico sui nostri territori, già minacciati da fragilità idrogeologiche, consumo di suolo e manutenzione insufficiente», hanno dichiarato congiuntamente Druetti e Giandoriggio a margine dei primi resoconti sui danni.

La segretaria nazionale Francesca Druetti ha puntato il dito contro l’approccio reattivo e rinunciatario dell’esecutivo nazionale di fronte all’emergenza climatica:

«Il nostro Governo si comporta come se ogni evento fosse un’eccezione imprevedibile, preoccupandosi soltanto quando arrivano le strade allagate, i crolli, i danni e i disagi. Non si può soltanto rincorrere le emergenze».

Ripensare la pianificazione: «Siamo già in ritardo»

Sulle specificità del contesto regionale si è concentrata Silvia Giandoriggio, evidenziando come la Calabria richieda interventi strutturali mirati e non più rinviabili:

«La Calabria è una regione particolarmente esposta, lo sappiamo. Per questo la pianificazione territoriale deve partire anche dalla consapevolezza che questi fenomeni vanno previsti, studiati e considerati come condizioni strutturali nelle scelte di progettazione e manutenzione del territorio».

La portavoce locale ha infine indicato le priorità tecniche su cui indirizzare la spesa pubblica per contrastare l’impatto dei nubifragia:

«Le reti di drenaggio, le superfici permeabili, la gestione delle acque meteoriche, la manutenzione dei corsi d’acqua e delle infrastrutture devono essere ripensate alla luce di un clima che sta cambiando. C’è bisogno di una cultura della prevenzione che orienti gli investimenti pubblici e siamo già in ritardo».